30 Settembre 1941 – Operazione Tifone, inizia la Battaglia di Mosca (Vittoria Sovietica)

30 Settembre 1941 – Operazione Tifone, inizia la Battaglia di Mosca (Vittoria Sovietica)

30 settembre 1941: l’Operazione Tifone e l’inizio della Battaglia di Mosca

Il 30 settembre 1941, sul fronte orientale della Seconda guerra mondiale, la Germania nazista lanciò l’Operazione Tifone (Unternehmen Taifun), l’offensiva destinata a conquistare Mosca, cuore politico e strategico dell’Unione Sovietica. Dopo poco più di tre mesi dall’inizio dell’Operazione Barbarossa, la Wehrmacht puntava a infliggere all’Armata Rossa una sconfitta decisiva prima dell’arrivo dell’inverno.

L’attacco rappresentò il più ambizioso tentativo tedesco di impadronirsi della capitale sovietica e segnò l’apertura di quella che sarebbe diventata la Battaglia di Mosca, combattuta tra l’autunno del 1941 e l’inverno successivo.

L’offensiva tedesca

L’Operazione Tifone coinvolse ingenti forze del Gruppo d’armate Centro, comandato dal feldmaresciallo Fedor von Bock. L’obiettivo non era semplicemente raggiungere Mosca: il piano prevedeva una serie di grandi manovre di accerchiamento per distruggere le forze sovietiche che difendevano gli accessi alla capitale.

Il 30 settembre l’offensiva prese avvio nel settore meridionale del fronte di Mosca, mentre il principale attacco verso la capitale sarebbe seguito il 2 ottobre. Le armate tedesche avanzarono rapidamente e nelle settimane successive riuscirono a creare enormi sacche di accerchiamento, soprattutto nell’area di Vjaz’ma e Brjansk.

Per la Wehrmacht sembrò inizialmente ripetersi lo schema delle vittorie ottenute durante l’estate: grandi formazioni sovietiche venivano circondate, mentre le unità corazzate tedesche penetravano in profondità nelle retrovie.

Il disastro sovietico e la resistenza

Le perdite sovietiche furono enormi. Le forze dell’Armata Rossa impegnate nella difesa degli approcci occidentali a Mosca subirono pesanti perdite in uomini e materiali e decine di divisioni finirono accerchiate.

Ma la distruzione di queste forze non significò il crollo dell’Unione Sovietica.

Dietro le unità accerchiate vennero organizzate nuove linee difensive. A Mosca la popolazione fu mobilitata per costruire fortificazioni, trincee e ostacoli anticarro. Il comando sovietico cercò inoltre di trasferire verso la capitale nuove forze provenienti da altre regioni dell’URSS.

A metà ottobre la situazione divenne particolarmente drammatica: l’avanzata tedesca aveva raggiunto una distanza relativamente ridotta dalla capitale e nella città si diffuse il timore di un’imminente caduta.

La strada verso Mosca si ferma

Il problema per la Wehrmacht fu che la vittoria operativa dell’inizio di ottobre non si trasformò nella conquista della capitale.

L’avanzata tedesca cominciò progressivamente a rallentare. Le distanze percorse nei mesi precedenti avevano sottoposto uomini e mezzi a uno sforzo enorme; le linee di rifornimento erano sempre più lunghe e il terreno autunnale, trasformato in fango dalle piogge, complicava ulteriormente i movimenti.

Poi arrivò l’inverno.

Nel novembre le forze tedesche tentarono un nuovo sforzo offensivo e alcune unità arrivarono a poche decine di chilometri dal centro di Mosca. Ma l’Armata Rossa riuscì a mantenere le proprie posizioni e, all’inizio di dicembre, passò al contrattacco.

Il 5 dicembre 1941 ebbe inizio la grande controffensiva sovietica davanti a Mosca. Le forze tedesche furono costrette a ritirarsi da alcune delle posizioni conquistate nei mesi precedenti.

Un momento decisivo della guerra

La Battaglia di Mosca non rappresentò la distruzione del Gruppo d’armate Centro: le forze tedesche riuscirono a evitare un completo accerchiamento e conservarono una parte significativa della propria capacità combattiva. Tuttavia, l’obiettivo strategico fondamentale dell’Operazione Tifone — la conquista di Mosca — fallì.

Il significato della battaglia andò quindi oltre il semplice risultato territoriale. Nel 1941 la Germania aveva costruito la propria strategia orientale sulla prospettiva di una rapida campagna capace di mettere in crisi l’Unione Sovietica prima che questa potesse mobilitare pienamente le proprie risorse.

Mosca non cadde.

L’Unione Sovietica rimase in guerra, conservò il proprio centro politico e industriale e riuscì a ricostituire le proprie forze. La guerra sul fronte orientale si trasformò così da campagna che la leadership tedesca aveva concepito come relativamente breve in un conflitto di logoramento molto più lungo.

Per questo l’inizio dell’Operazione Tifone, il 30 settembre 1941, viene ricordato come uno dei momenti cruciali della campagna orientale: l’ultima grande offensiva tedesca verso la capitale sovietica si trasformò, nell’arco di poche settimane, nella prima grande battuta d’arresto strategica della Wehrmacht sul fronte orientale.

 

 



#FOLLOW US ON INSTAGRAM