29 Set 26 Settembre 1997 – Un forte sisma colpisce l’Umbria e le Marche
Il terremoto di Umbria e Marche del 1997
Tra settembre e ottobre 1997, e con una nuova fase sismica nel marzo 1998, l’Italia centrale fu colpita da una delle più importanti sequenze telluriche degli ultimi decenni del Novecento. Le aree maggiormente interessate furono Umbria e Marche, dove migliaia di persone dovettero lasciare le proprie abitazioni e numerosi centri storici subirono gravi danni.
La sequenza ebbe una svolta drammatica nella mattina del 26 settembre 1997, quando una forte scossa raggiunse la magnitudo 6,0. L’evento ebbe un’intensità massima valutata al IX grado della scala Mercalli, provocando crolli e lesioni soprattutto nell’Appennino umbro-marchigiano.
Particolarmente colpiti furono i territori di Foligno, Nocera Umbra, Sellano e Serravalle di Chienti, oltre a numerosi piccoli comuni. Il terremoto non risparmiò il patrimonio storico e artistico: tra gli episodi più noti vi fu il crollo di una parte della volta della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi, avvenuto proprio il 26 settembre durante una scossa successiva. Nel crollo persero la vita quattro persone, tra cui due frati e due tecnici della Soprintendenza.
L’emergenza non si esaurì nelle ore successive alla scossa principale. La terra continuò a tremare per mesi, rendendo difficili i soccorsi, l’assistenza alla popolazione e le verifiche degli edifici. Nel marzo 1998 una nuova fase della sequenza interessò nuovamente l’area, aggravando in alcuni casi una situazione già compromessa.
Il terremoto del 1997 divenne così non soltanto una grave emergenza nazionale, ma anche un banco di prova per la protezione civile, la gestione dell’emergenza sismica e la tutela del patrimonio culturale italiano. La ricostruzione avrebbe richiesto anni e avrebbe portato a nuove riflessioni sulle tecniche di consolidamento degli edifici storici e sulla prevenzione del rischio sismico.
Se vuoi, posso anche trasformare questo testo in un vero articolo di giornale, con titolo, occhiello, sottotitolo e taglio da cronaca, come se fosse pubblicato all’indomani del terremoto.