Marco Tardelli compie 72 anni

Marco Tardelli compie 72 anni

Marco Tardelli è una delle figure più riconoscibili del calcio italiano tra gli anni Settanta e Ottanta. Nato a Careggine, in provincia di Lucca, il 24 settembre 1954, ha costruito la propria carriera soprattutto nella Juventus, affermandosi come centrocampista di grande intensità, duttilità e personalità.

Con la maglia bianconera Tardelli ha conquistato cinque campionati italiani e ha completato un percorso europeo particolarmente prestigioso: Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa UEFA. È stato tra i primi tre giocatori della Juventus, insieme ad Antonio Cabrini e Gaetano Scirea, a vincere tutte e tre le principali competizioni UEFA per club, nonché il primo centrocampista a riuscirci.

Il momento che più di ogni altro ha consegnato Tardelli alla storia, tuttavia, arriva con la Nazionale italiana. Nel Mondiale del 1982, disputato in Spagna, l’Italia di Enzo Bearzot raggiunse la finale contro la Germania Ovest. L’11 luglio 1982, al Santiago Bernabéu di Madrid, Tardelli segnò il secondo gol italiano nella vittoria per 3-1.

È la celebrazione di quella rete a diventare leggenda: Tardelli corre verso il centrocampo, agita le braccia, scuote la testa e urla la propria gioia. Quell’esultanza, conosciuta come “l’urlo di Tardelli”, è diventata una delle immagini più celebri della storia dello sport italiano. Non rappresenta soltanto la gioia per un gol, ma è rimasta nell’immaginario collettivo come la rappresentazione visiva di un’intera generazione che vive la vittoria mondiale.

La carriera di Tardelli non si è conclusa con l’esperienza da calciatore. Dopo il ritiro ha intrapreso quella di allenatore, lavorando sia in Italia sia all’estero e guidando, tra le altre, la Nazionale italiana Under-21 e l’Inter.

Nel 2004 il suo nome è stato inserito dalla UEFA nella UEFA Golden Jubilee Poll, il sondaggio organizzato per celebrare i migliori calciatori europei dei cinquant’anni precedenti: Tardelli si classificò al 37º posto.

A distanza di decenni, la figura di Tardelli rimane legata a una particolare idea di calcio: quella di un giocatore capace di unire corsa, combattività, tecnica e senso della posizione, ma anche di un uomo diventato, quasi suo malgrado, protagonista di una delle fotografie più potenti della storia sportiva italiana. L’urlo dopo quel gol del 1982 ha finito per superare i confini della partita e persino del calcio, trasformando Marco Tardelli in un simbolo riconoscibile ben oltre le generazioni che videro quella finale.

 



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