01 Set Renè Higuita compie 60 anni
ChatGPT ha detto:
René Higuita, il portiere che trasformò il calcio in spettacolo
René Higuita, all’anagrafe José René Higuita Zapata, è una delle figure più eccentriche e riconoscibili della storia del calcio colombiano. Nato a Medellín il 27 agosto 1966, nel quartiere di Castilla, Higuita ha costruito la propria leggenda tra parate spettacolari, gol, uscite palla al piede e una personalità capace di dividere l’opinione pubblica.
La sua infanzia fu tutt’altro che semplice. Figlio di Jorge Zapata e María Dioselina Higuita, crebbe in un contesto familiare difficile: il padre abbandonò la famiglia quando René era ancora bambino e, dopo la morte della madre, fu la nonna Ana Felisa a occuparsi di lui. Da quel quartiere popolare di Medellín sarebbe partito un ragazzo destinato a diventare molto più di un semplice portiere.
Il portiere che giocava fuori dalla porta
Higuita apparteneva a una generazione di calciatori colombiani che contribuì a cambiare l’immagine del calcio nazionale. Tra i pali, però, René portò l’innovazione all’estremo.
Era un portiere che non voleva limitarsi a parare. Usciva dall’area, partecipava alla costruzione del gioco, dribblava gli avversari e, quando ne aveva l’occasione, calciava punizioni e rigori. Il suo stile anticipò, per certi aspetti, la figura del moderno sweeper-keeper, il portiere libero chiamato a giocare con i piedi e a trasformarsi quasi in un difensore aggiunto.
Ma Higuita fece della spettacolarità una vera e propria filosofia.
L’immagine più famosa della sua carriera è legata allo “scorpione”, la celebre parata realizzata con un colpo di tacco all’indietro, con il corpo proiettato in avanti. Il gesto, diventato una delle fotografie simbolo della storia del calcio, sintetizza perfettamente il personaggio: imprevedibile, teatrale, coraggioso e costantemente alla ricerca del limite.
La Colombia di Valderrama
Higuita fu uno dei protagonisti della Colombia degli anni Ottanta e Novanta, una nazionale che conquistò l’attenzione internazionale grazie a un calcio tecnico e creativo. Al suo fianco c’erano giocatori come Carlos Valderrama e Faustino Asprilla, in una squadra che divenne celebre per il proprio talento e per un modo di interpretare il calcio lontano dagli schemi più conservatori.
Con la nazionale colombiana Higuita partecipò anche al Mondiale del 1990 in Italia. Proprio in quell’edizione arrivò uno degli episodi più controversi della sua carriera: negli ottavi di finale contro il Camerun, un’uscita avventurosa fuori dalla propria area consentì a Roger Milla di recuperare il pallone e segnare. La Colombia fu eliminata e l’errore divenne uno dei momenti più ricordati della sua carriera.
È anche questo il paradosso di Higuita: la stessa audacia che lo rese un portiere rivoluzionario poteva trasformarsi, in una frazione di secondo, in un rischio enorme.
Gli anni difficili e il caso Escobar
La sua carriera fu accompagnata anche da vicende lontane dal campo. Nel 1993 Higuita fu arrestato in Colombia nell’ambito di una vicenda legata al sequestro di una bambina. Il portiere aveva svolto un ruolo di mediatore tra i narcotrafficanti Pablo Escobar e Carlos Molina per favorire la liberazione della figlia di Molina, consegnando il riscatto.
Higuita rimase in carcere per sette mesi. La vicenda suscitò un forte dibattito in Colombia, anche perché il portiere aveva ricevuto denaro per la sua attività di mediazione, in violazione della normativa colombiana che vietava di trarre profitto dalle operazioni legate ai sequestri.
Il caso contribuì a rendere ancora più complessa la figura pubblica di Higuita: un campione amatissimo da una parte del Paese, ma anche un personaggio continuamente al centro di polemiche e controversie.
Dallo scandalo alla televisione
Nel 2004 arrivò un altro episodio controverso. Il 23 novembre Higuita risultò positivo alla cocaina in un controllo antidoping mentre militava nel campionato ecuadoriano.
Lontano dal calcio giocato, continuò comunque a rimanere una presenza mediatica. Nel 2005 partecipò a La isla de los famosos: Una aventura pirata, reality show colombiano ispirato al format de L’isola dei famosi.
Nel 2011 tentò invece di entrare direttamente nella vita politica locale, candidandosi alla carica di sindaco di Guarne, comune situato nei pressi di Medellín.
Un personaggio oltre il calcio
Raccontare René Higuita significa raccontare una delle figure più singolari prodotte dal calcio sudamericano. La sua storia contiene talento, spettacolo, errori clamorosi, vicende giudiziarie, controversie e una capacità quasi unica di trasformare ogni apparizione in un evento.
Higuita non fu semplicemente un portiere. Fu un personaggio calcistico, nel senso più pieno del termine. In un’epoca nella quale il ruolo del portiere era ancora prevalentemente associato alla difesa della propria porta, lui decise di spingersi oltre: giocò con i piedi, prese rischi, segnò gol e inventò soluzioni che sembravano appartenere più alla fantasia di un attaccante che alla prudenza di un estremo difensore.
Il prezzo di quella libertà furono anche gli errori. Ma è proprio questa contraddizione ad averlo reso indimenticabile: Higuita non cercava soltanto di evitare il gol; cercava di partecipare alla partita.
E ancora oggi, quando si parla dei portieri più eccentrici e rivoluzionari della storia, il nome di René Higuita compare inevitabilmente tra i primi.