25 Agosto 1944 – Parigi viene liberata

25 Agosto 1944 – Parigi viene liberata

25 agosto 1944: Parigi è libera

PARIGI — 25 agosto 1944. Dopo quattro anni di occupazione tedesca, la capitale francese torna a essere libera. È una giornata destinata a entrare nella storia non soltanto per la vittoria militare, ma anche perché segna il ritorno della Francia repubblicana nel cuore della propria capitale.

Da giorni Parigi è in rivolta. Il 19 agosto la Resistenza francese ha dato il via all’insurrezione: la polizia si è ammutinata, sono state erette barricate e in diversi quartieri sono scoppiati combattimenti contro le truppe tedesche. La situazione è però drammatica: i resistenti dispongono di armi limitate, mentre il generale Dietrich von Choltitz, comandante della guarnigione tedesca, cerca di mantenere il controllo dei punti strategici della città.

Nel frattempo, a sud e a ovest di Parigi, si avvicinano le forze alleate. Il generale Philippe Leclerc, alla guida della 2ª Divisione corazzata francese, insiste per entrare nella capitale. Il comando alleato inizialmente è prudente: Parigi è una grande città, difficile da attraversare e potenzialmente capace di trasformarsi in una lunga battaglia urbana. Ma per Charles de Gaulle la liberazione della capitale ha un valore politico enorme: Parigi deve essere liberata dai francesi, e la Francia deve dimostrare di essere ancora una nazione sovrana.

La notte del 24 agosto

La svolta arriva la sera del 24 agosto. Leclerc ordina al capitano Raymond Dronne di dirigersi verso il centro con un piccolo reparto. È una corsa simbolica e militare: tre carri armati e alcuni mezzi corazzati attraversano le difese tedesche e raggiungono l’Hôtel de Ville intorno alle 20:45.

Tra i primi soldati ad arrivare ci sono anche uomini della 9ª compagnia del Régiment de marche du Tchad, la celebre Nueve, composta in larga parte da combattenti spagnoli antifascisti arruolati nelle forze della Francia libera. La loro presenza nella capitale diventerà una delle immagini più significative della liberazione.

A Parigi, intanto, le campane suonano. La notizia dell’arrivo dei francesi corre per le strade.

L’alba del 25 agosto

All’alba, la 2ª Divisione corazzata di Leclerc entra in massa nella capitale dalle porte di Orléans, d’Italie, de Gentilly e de Saint-Cloud. I carri armati francesi avanzano tra una popolazione che esplode di entusiasmo.

Ma non è ancora una semplice parata. In diversi punti della città i tedeschi continuano a combattere. Gli scontri coinvolgono la zona delle Tuileries, Place de la Concorde, Rue de Rivoli, l’Opéra e altri punti fortificati. Le forze francesi, sostenute dalla Resistenza interna e dalla 4ª Divisione di fanteria americana, procedono alla conquista sistematica delle posizioni tedesche.

Nel pomeriggio arriva il momento decisivo. Von Choltitz viene catturato all’Hôtel Meurice e condotto alla Prefettura di polizia. Qui incontra Leclerc e i rappresentanti della Resistenza. Poco dopo, viene portato al quartier generale della 2ª Divisione corazzata, alla Gare Montparnasse, dove firma gli atti di resa e gli ordini di cessate il fuoco destinati alle unità tedesche ancora impegnate nei combattimenti.

Parigi è liberata.

De Gaulle entra nella capitale

Ma la giornata non è conclusa. Nel pomeriggio arriva a Parigi Charles de Gaulle, capo del Governo provvisorio della Repubblica francese. Il suo ingresso non è soltanto la celebrazione di una vittoria militare: è la presa di possesso politica della capitale da parte della Francia libera.

Verso sera, all’Hôtel de Ville, davanti a una folla immensa, de Gaulle pronuncia il discorso destinato a diventare il simbolo di quella giornata: «Paris outragé ! Paris brisé ! Paris martyrisé ! Mais Paris libéré !» — «Parigi oltraggiata! Parigi spezzata! Parigi martirizzata! Ma Parigi liberata!».

Il giorno successivo, 26 agosto, de Gaulle sfilerà sugli Champs-Élysées davanti a una folla sterminata. Sarà uno dei momenti più celebri della storia della Francia del Novecento.

Una vittoria pagata a caro prezzo

La liberazione non è stata incruenta. Nei combattimenti morirono circa 1.000 membri delle FFI, oltre 600 civili e 130 soldati della 2ª Divisione corazzata; migliaia furono i feriti. E, anche dopo la resa di von Choltitz, alcuni combattimenti continuarono nelle zone periferiche.

Il significato della giornata, però, va oltre il campo di battaglia. Parigi è stata liberata senza essere trasformata nella città devastata che molti temevano. Soprattutto, la liberazione consente a de Gaulle di presentarsi non come il capo di una Francia sconfitta e occupata, ma come il rappresentante di una Francia che ha partecipato alla propria liberazione.

Il 25 agosto 1944, dunque, non cade soltanto un presidio tedesco: cade il simbolo dell’occupazione iniziata il 14 giugno 1940. Quattro anni dopo l’ingresso della Wehrmacht nella capitale, la bandiera francese torna a sventolare su Parigi.

E la fotografia della folla che invade le strade, dei carri armati francesi tra i boulevard e di de Gaulle che attraversa gli Champs-Élysées diventa, per la Francia, l’immagine stessa della rinascita nazionale.

 

 



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