20 Agosto 2009 – Usain Bolt a Berlino migliora il record di corsa sui 200 metri, percorrendo la distanza in 19″19

20 Agosto 2009 – Usain Bolt a Berlino migliora il record di corsa sui 200 metri, percorrendo la distanza in 19″19

Berlino, 20 agosto 2009: Bolt riscrive ancora la storia

BERLINO — Non erano ancora passati quattro giorni dal suo leggendario 9″58 nei 100 metri, ma Usain Bolt aveva già un’altra pagina di storia da scrivere. La sera del 20 agosto 2009, allo Stadio Olimpico di Berlino, il velocista giamaicano si presenta al via della finale dei 200 metri con un obiettivo apparentemente proibitivo: migliorare il record mondiale di 19″30, stabilito da lui stesso un anno prima ai Giochi di Pechino.

Alle 20.35 scatta la finale. Bolt parte dalla quinta corsia e, dopo una curva lanciata a velocità impressionante, prende rapidamente il controllo della gara. Il cronometro si ferma su 19″19, con un vento contrario di 0,3 m/s. Il precedente primato viene abbattuto di 11 centesimi, un margine enorme per una specialità nella quale anche pochi centesimi possono rappresentare la differenza tra una prestazione ordinaria e una storica.

Alle sue spalle arrivano il panamense Alonso Edward, secondo in 19″81, e lo statunitense Wallace Spearmon, bronzo in 19″85. Bolt vince con un vantaggio di 62 centesimi, il più ampio mai registrato in una finale mondiale dei 200 metri. Per la prima volta nella storia della gara, inoltre, quattro atleti scendono sotto i 19″90 e cinque sotto i 20 secondi.

Il 19″19 non è soltanto un nuovo record mondiale: è la conferma definitiva della straordinaria dimensione della stagione berlinese di Bolt. Pochi giorni prima, il 16 agosto, il giamaicano aveva portato a 9″58 il record dei 100 metri. A Berlino diventa così il primo velocista a migliorare per più di una volta i primati mondiali di entrambe le distanze.

Il dato racconta meglio di qualsiasi aggettivo la portata dell’impresa: dopo aver abbassato il record dei 200 metri da 19″30 a 19″19, Bolt percorre la distanza a una velocità media di circa 37,5 km/h. E lo fa su una pista che, almeno alla vigilia, non sembrava destinata a produrre tempi fuori dal comune. Lo stesso Bolt, nel dopogara, sintetizza la serata con una frase quasi paradossale: era stata, a suo giudizio, una gara non perfetta, ma incredibilmente veloce.

Berlino diventa così il teatro di una delle più straordinarie dimostrazioni di superiorità nella storia dell’atletica. 19″19 non è soltanto un numero sul tabellone: è il simbolo dell’epoca in cui Usain Bolt trasformò la velocità umana in spettacolo e il record mondiale in un territorio ancora da esplorare.



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