19 Ago Il 14 agosto del 1988 a 90 anni ci lasciava Enzo Ferrari
Trentotto anni dopo la sua morte, le parole di Enzo Ferrari continuano ad esprimerne la visione, i valori e l’ambizione che guidano ancora oggi la Casa di Maranello
Enzo Ferrari non fu soltanto il fondatore di una casa automobilistica. Fu un uomo capace di trasformare la competizione automobilistica in una vera e propria filosofia di vita, costruendo attorno al proprio nome un mito destinato a superare i confini dello sport.
Nato a Modena nel 1898, Ferrari si avvicinò giovanissimo al mondo delle corse. Prima pilota, poi dirigente e infine costruttore, comprese molto presto che il successo non sarebbe arrivato soltanto dalla velocità delle automobili, ma dalla capacità di creare una squadra, scegliere gli uomini giusti e alimentare una continua tensione verso la vittoria.
Il passaggio decisivo arrivò nel 1929, quando Enzo Ferrari fondò a Modena la Scuderia Ferrari. Inizialmente la squadra gareggiava con vetture Alfa Romeo e partecipava alle principali competizioni dell’epoca. La prima gara fu la Mille Miglia del 1930; negli anni successivi il Cavallino Rampante sarebbe diventato uno dei simboli più riconoscibili dell’automobilismo mondiale.
Ferrari, tuttavia, non si accontentò del ruolo di organizzatore e dirigente. Nel dopoguerra decise di costruire automobili con il proprio nome. Nel 1947 nacque la prima Ferrari, una vettura da competizione equipaggiata con un motore a dodici cilindri: da quel momento Maranello sarebbe diventata una delle capitali mondiali dell’automobilismo.
Il carattere di Enzo Ferrari era quello di un uomo profondamente competitivo, spesso duro e intransigente. Per lui la vittoria non rappresentava un semplice risultato sportivo, ma il metro attraverso cui giudicare il lavoro di un’intera squadra. Era famoso per il suo rapporto particolare con piloti, tecnici e giornalisti e per la capacità di trasformare anche una sconfitta in un’occasione di crescita. La stessa Ferrari ricorda come il fondatore conservasse i componenti meccanici rotti in quello che chiamava il suo “armadio degli errori”, per studiarli e impedire che gli stessi problemi si ripetessero.
Dietro il mito dell’imprenditore e del costruttore c’era però anche un uomo segnato da profonde tragedie personali. Ferrari attraversò lutti e momenti difficili senza mai abbandonare il proprio progetto. La sua esistenza rimase legata quasi ossessivamente alle automobili, alle corse e alla fabbrica di Maranello.
Negli anni Sessanta e Settanta il nome Ferrari era ormai diventato sinonimo di prestigio internazionale. Le vittorie di campioni come Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio e Niki Lauda, insieme alle imprese di altri grandi piloti, contribuirono a costruire una leggenda che univa tecnologia, sport e identità italiana. La Scuderia sarebbe diventata anche una presenza permanente nel Campionato del mondo di Formula 1.
Nel 1987, ormai novantenne, Enzo Ferrari assistette alla nascita della F40, destinata a essere l’ultima Ferrari presentata durante la sua vita. Un anno più tardi, il 14 agosto 1988, Enzo Ferrari morì all’età di 90 anni. La notizia della sua scomparsa segnò la fine di un’epoca.
La sua morte arrivò nel pieno della stagione di Formula 1. Poche settimane dopo, al Gran Premio d’Italia di Monza, la Ferrari conquistò una storica doppietta con Gerhard Berger e Michele Alboreto, interrompendo il dominio della McLaren di Ayrton Senna e Alain Prost. Fu un successo dal valore quasi simbolico: la Scuderia tornava a vincere in Italia poco dopo la scomparsa del suo fondatore.
A quasi quarant’anni dalla sua morte, l’eredità di Enzo Ferrari resta dunque molto più ampia di quella di un semplice costruttore di automobili. Ferrari ha creato un marchio, ma soprattutto ha creato un’identità: quella di una squadra che vive della competizione e che ha fatto della ricerca della vittoria una parte essenziale della propria storia.
Il suo nome continua a essere legato indissolubilmente a Maranello, al Cavallino Rampante e alla Formula 1. Ed è forse questo il dato più significativo della sua vicenda: Enzo Ferrari è morto nel 1988, ma il personaggio che aveva costruito intorno alla propria fabbrica e alla propria idea di automobile non è mai realmente scomparso.