19 Ago I primi 90 anni di Mogol
A 90 anni il rimpianto di Mogol ha il nome di Battisti
Dalla collaborazione con Lucio Battisti ai testi per Mina, Cocciante, Celentano e Mango: il percorso di un autore che ha attraversato sessant’anni di musica italiana
Il 17 agosto 2026 Giulio Rapetti, in arte Mogol, compie 90 anni. Nel corso della sua carriera ha firmato i testi di oltre 1’700 canzoni per alcuni dei principali interpreti della musica italiana. Il suo nome resta legato soprattutto alla collaborazione con Lucio Battisti, ma la sua attività ha attraversato decenni e generazioni diverse..
L’incontro con Battisti risale alla metà degli anni Sessanta. Mogol raccontò di aver ascoltato una delle sue prime canzoni e di avergli detto senza esitazioni che non gli sembrava particolarmente riuscita. Da quel primo confronto nacque un sodalizio destinato a segnare una fase importante della canzone italiana.
Tra gli anni Sessanta e Settanta la coppia firma alcuni dei brani più noti del repertorio nazionale, tra cui Emozioni, Il mio canto libero e La canzone del sole, contribuendo a portare nella canzone italiana un linguaggio più vicino all’esperienza quotidiana e ai sentimenti comuni. Una collaborazione che si interrompe nel 1980, per via di divergenze legate alla gestione dei diritti editoriali.
La carriera di Mogol, tuttavia, non si esaurisce con Battisti. Negli anni successivi collabora con artisti come Riccardo Cocciante, Mina, Adriano Celentano, Gianni Morandi e Mango, mantenendo un ruolo centrale nella produzione musicale italiana. Parallelamente sviluppa anche un’attività formativa con il Centro Europeo di Toscolano (CET), scuola dedicata alla scrittura e all’interpretazione musicale.
Nelle interviste pubblicate in occasione del suo novantesimo compleanno, Mogol è tornato anche sulla fine del rapporto con Battisti. Tra i pochi rimpianti indicati c’è il mancato riavvicinamento dopo la conclusione della loro collaborazione professionale. Guardando oggi a quella vicenda, ha riconosciuto che avrebbe forse potuto mettere da parte il contenzioso sui diritti editoriali ed evitare che la frattura diventasse definitiva.
A novant’anni, il bilancio che emerge dalle sue parole sembra guardare meno ai risultati professionali e più ai rapporti umani.