Il 16 agosto 1977 a soli 42 anni moriva Elvis Presley

Il 16 agosto 1977 a soli 42 anni moriva Elvis Presley

Il 16 agosto 1977, una notizia sconvolse il mondo della musica: Elvis Aaron Presley, il “King of Rock ’n’ Roll”, moriva a 42 anni nella sua residenza di Graceland, a Memphis, Tennessee. La stessa Graceland conferma ufficialmente che Presley morì quel giorno per un’insufficienza cardiaca.

Il giorno della morte

La mattina del 16 agosto Elvis si trovava a Graceland. Non era, almeno ufficialmente, una giornata destinata a entrare nella storia: il cantante avrebbe dovuto riprendere il tour e il 17 agosto era previsto un concerto a Portland, nel Maine. La sua macchina organizzativa era quindi ancora in movimento.

Nel pomeriggio, però, la situazione precipitò. Presley fu trovato privo di sensi nel bagno della sua camera da letto a Graceland. Furono immediatamente chiamati i soccorsi e il cantante venne trasportato al Baptist Memorial Hospital di Memphis. I tentativi di rianimazione non ebbero successo e la morte fu dichiarata nel pomeriggio. Aveva appena 42 anni.

La notizia si diffuse rapidamente negli Stati Uniti e, nel giro di poche ore, in tutto il mondo. Per milioni di persone era difficile accettare che Elvis Presley, un uomo ancora relativamente giovane e considerato quasi immortale dalla sua fama, fosse morto.

Una morte circondata da interrogativi

Nei primi momenti prevalse la spiegazione di un attacco cardiaco/aritmia cardiaca. Le prime comunicazioni mediche parlarono infatti di un grave disturbo del ritmo del cuore.

Negli anni successivi, tuttavia, la morte di Elvis sarebbe diventata oggetto di numerose discussioni. Presley aveva alle spalle problemi di salute e faceva un uso consistente di farmaci soggetti a prescrizione. Gli esami tossicologici successivi mostrarono la presenza nell’organismo di diverse sostanze farmaceutiche, alimentando il dibattito sul ruolo che queste potessero avere avuto nella sua morte.

Per questo motivo, oggi è più corretto evitare la semplicistica formula secondo cui Elvis sarebbe semplicemente “morto per overdose”: la causa ufficialmente indicata da Graceland è l’insufficienza cardiaca, mentre l’uso di farmaci e le sue condizioni di salute rappresentano elementi importanti nella ricostruzione della vicenda.

La fine del “Re”

La morte arrivò dopo anni nei quali l’immagine pubblica di Elvis aveva cominciato a mostrare le prime crepe. Il ragazzo di Tupelo che negli anni Cinquanta aveva sconvolto la musica americana era diventato una delle celebrità più riconoscibili del pianeta: film, concerti, televisione e tournée avevano trasformato Presley in un fenomeno culturale senza precedenti. Graceland lo descrive ancora oggi come una delle figure più importanti della cultura popolare del XX secolo.

Ma negli anni Settanta la sua salute era peggiorata e la sua vita privata era diventata sempre più complessa. Il divorzio da Priscilla nel 1973, i problemi fisici e la dipendenza da farmaci contribuirono a delineare un quadro molto diverso da quello del giovane Elvis che aveva conquistato il mondo.

Il lutto di un’intera generazione

La reazione alla morte fu enorme. Migliaia di persone si riversarono davanti ai cancelli di Graceland, mentre radio e televisioni interrompevano la normale programmazione per dare la notizia della scomparsa. Il funerale, celebrato il 18 agosto 1977, attirò una folla immensa lungo il percorso del corteo.

La morte di Elvis non rappresentò soltanto la scomparsa di un cantante famoso. Per molti fu la fine simbolica di un’epoca. Presley aveva contribuito a trasformare il rock’n’roll da fenomeno giovanile a linguaggio della cultura di massa, modificando musica, moda, spettacolo e persino il modo in cui un artista poteva diventare un’icona globale.

Il 16 agosto 1977 morì dunque Elvis Presley, ma non il mito di Elvis. A distanza di quasi cinquant’anni, Graceland continua a essere un luogo di pellegrinaggio e il suo nome rimane indissolubilmente legato alla nascita e alla consacrazione del rock’n’roll moderno.

 

 

 



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