15 Agosto 1945 – Il Giappone annuncia la resa, la guerra è finita!!

15 Agosto 1945 – Il Giappone annuncia la resa, la guerra è finita!!

Il 15 agosto 1945 il Giappone annunciò la propria resa agli Alleati, ponendo di fatto fine alla Seconda guerra mondiale. Fu un momento destinato a segnare profondamente il Novecento: per la prima volta nella sua storia moderna, l’Impero giapponese accettava la sconfitta militare e si preparava a deporre le armi.

Tokyo, 15 agosto 1945

Alle ore 12.00, ora giapponese, milioni di cittadini si raccolsero attorno alle radio. La voce dell’imperatore Hirohito raggiunse il Paese attraverso una registrazione effettuata il giorno precedente. Era la prima volta che la maggior parte dei sudditi ascoltava direttamente la voce del sovrano.

Il messaggio, pronunciato in un linguaggio volutamente solenne e arcaico, annunciava l’accettazione dei termini della Dichiarazione di Potsdam. Hirohito parlò delle nuove armi di enorme potenza e della necessità di «aprire la strada a una grande pace per tutte le generazioni a venire».

Dietro quelle parole si nascondeva una realtà drammatica. Il Giappone era ormai militarmente allo stremo. Le città erano state devastate dai bombardamenti americani, la marina era quasi completamente neutralizzata e le risorse economiche e industriali erano gravemente compromesse.

A rendere irreversibile la situazione erano stati soprattutto gli avvenimenti delle settimane precedenti.

Il 6 agosto, gli Stati Uniti avevano sganciato una bomba atomica su Hiroshima. Tre giorni dopo, una seconda bomba aveva colpito Nagasaki. Nello stesso 9 agosto, inoltre, l’Unione Sovietica aveva dichiarato guerra al Giappone, invadendo rapidamente i territori giapponesi in Manciuria.

La combinazione di questi eventi convinse infine la leadership giapponese che continuare la guerra avrebbe significato rischiare la distruzione del Paese.

Una decisione tutt’altro che semplice

La resa non fu accolta senza resistenze. All’interno dell’apparato militare giapponese esistevano ancora settori favorevoli alla prosecuzione del conflitto, nella speranza di infliggere agli americani perdite così elevate da ottenere condizioni di pace migliori.

Nella notte tra il 14 e il 15 agosto, alcuni giovani ufficiali tentarono persino un colpo di mano per impedire che la registrazione dell’imperatore venisse trasmessa. Il tentativo fallì.

Il giorno successivo, il Giappone entrò in una nuova fase della sua storia.

La fine della guerra?

Il 15 agosto è ricordato in Giappone come Shūsen no Hi, il «giorno della fine della guerra». Per gli Alleati fu invece il V-J Day, Victory over Japan Day.

Ma dal punto di vista formale la guerra non terminò quel giorno. La resa ufficiale sarebbe stata firmata il 2 settembre 1945, a bordo della corazzata americana USS Missouri, nella baia di Tokyo. Quel documento sancì giuridicamente la capitolazione giapponese.

Il 15 agosto rimane però la data simbolica della resa: il momento in cui la popolazione giapponese seppe direttamente dall’imperatore che la guerra era perduta.

Per il Giappone cominciava allora una trasformazione radicale: l’occupazione alleata, la smilitarizzazione, la fine dell’impero coloniale e, negli anni successivi, la costruzione di un nuovo Stato democratico. Per il mondo, invece, si chiudeva definitivamente il capitolo della Seconda guerra mondiale, dopo sei anni di conflitto e decine di milioni di vittime.

 



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