11 Agosto 1982 nel ricordo del Professore Paolo Giaccone

11 Agosto 1982 nel ricordo del Professore Paolo Giaccone

L’esempio come bussola civile. Il ricordo di Paolo Giaccone

Fu ucciso al Policlinico di Palermo l’11 agosto 1982 per essersi opposto alla richiesta di modificare una perizia che inchiodava il killer mafioso Giuseppe Marchese

Quarantaquattro anni addietro. «Alle ore 8,20 circa dell’undici agosto 1982, alla centrale operativa della Questura di Palermo, perveniva comunicazione telefonica con cui veniva segnalata una sparatoria all’interno del locale ospedale Policlinico… Nel viale antistante l’ingresso dell’Istituto di medicina legale, riverso sull’asfalto e vicino all’autovettura Peugeot targata PA 521970, di proprietà dell’ucciso, giaceva il cadavere del prof. Giaccone Paolo… stimato docente la cui attività nel settore sanitario lo aveva portato a conseguire numerosi riconoscimenti…».

Nel 1982 furono compiuti numerosi omicidi per mano mafiosa, alcuni contro uomini delle Istituzioni tra i quali – oltre Giaccone – Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e le relative scorte. Tanti nomi come lapidi della memoria. Palermo è la capitale della memoria, la Via crucis delle vittime di mafia.

Erano i tempi nei quali il sindaco limiano di Palermo affermava che il fenomeno mafioso era meno esteso di quanto si immaginava. Una menzogna etico-politica. Infatti, sul Giornale di Sicilia, in prima pagina, sotto la notizia dell’omicidio Giaccone, apparve un articolo emblematico di quel periodo squallido e feroce: «Solitudine di Dalla Chiesa», scritto dal direttore Fausto De Luca, che evidenziava la mancata concessione al Generale – nominato Prefetto di Palermo – dei famosi poteri di coordinamento. Concludendo che Dalla Chiesa si sentiva praticamente solo. Isolamento che lo portò a morte per mano assassina.

 



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