Mancato pagamento della fideiussione, il Catania rischia una penalità

Mancato pagamento della fideiussione, il Catania rischia una penalità

Mancata fideiussione, cosa rischia il Catania e cosa sta succedendo: dall’ipotesi penalizzazione al futuro

All’ombra di un vulcano che sembra più attivo che mai (spettacolo paesaggisticamente incredibile, pur con tutti i numerosi disagi causati al corretto funzionamento dell’aeroporto) Catania si è nuovamente scoperta fragile, calcisticamente. Ed è un paradosso se si considera la vittoria all’esordio in Coppa Italia contro il Vicenza.

Un successo che ha inorgoglito una tifoseria già “preallertata” dalla società rossazzurra circa la difficoltà del corretto adempimento degli obblighi previsti dalla fideiussione integrativa al budget sul monte ingaggi dei giocatori, necessaria per l’avvio effettivo della nuova stagione.

E, infatti, poco più di quarantotto ore dopo il passaggio del turno in Coppa il Catania, inteso come dirigenza, ha comunicato di “non essere stato in grado di risolvere le questioni tecniche e burocratiche in tempo per la scadenza del 10 agosto”.

Una notizia che ha e ha avuto delle conseguenze, in terra etnea: sia nella tifoseria, che naturalmente non ha preso bene quanto accaduto, sia nelle istituzioni. E adesso ci si interroga su cosa può succedere sportivamente al Catania in vista del nuovo campionato di Serie C, con lo spettro penalizzazione che preoccupa tutti. Di nuovo.

  • MANCATA FIDEIUSSIONE: COS’È SUCCESSO AL CATANIA

    Ricapitoliamo. Alla vigilia della sfida di Coppa Italia del Romeo Menti contro il Vicenza, il Catania ha diffuso un comunicato in cui si annunciava, sostanzialmente, il mancato adempimento dei termini previsti per la fideiussione (al giorno 7 di agosto): in poche parole contro i biancorossi l’allenatore rossazzurro, Emilio Longo, non avrebbe potuto schierare i nuovi acquisti.

    “I componenti del Consiglio di Amministrazione del Catania FC annunciano con rammarico che la Società non rispetterà i tempi per la fideiussione odierna a causa di alcuni problemi tecnico-burocratici innescati anche dall’anticipo della scadenza di tre giorni per la partita di Coppa Italia contro il Vicenza. Il Board ha provato ad accelerare la risoluzione delle questioni per rispettare questa scadenza, purtroppo senza successo. Il focus resta la data del 10 agosto, termine all’origine della fideiussione, per la quale si sta lavorando senza soste. Il Club è consapevole che il mancato rispetto di questa scadenza non è la risposta che i cittadini di Catania, i tifosi rossazzurri e il calcio italiano si aspettavano, ma durante il percorso sono stati riscontrati diversi imprevisti e impedimenti che non hanno consentito di anticipare i tempi del deposito della fideiussione”.

    Il Catania vince comunque contro il Vicenza e tutti si aspettavano potesse adempiere alla scadenza del 10 agosto, cosa che non è accaduta.

    “Il Consiglio di amministrazione del Catania FC, facendo seguito alla precedente comunicazione di venerdì 7 agosto, si rammarica nell’informare di non essere stato in grado di risolvere le questioni tecniche e burocratiche in tempo per la scadenza del 10 agosto. Proprietà e board lavorano 24 ore su 24 per porre rimedio al problema e restano profondamente dispiaciuti per la delusione che ciò porterà alla nostra città e ai nostri tifosi. Proprietà, board e Club accetteranno le conseguenze con umiltà, responsabilità e impegno per risolvere rapidamente il problema, sapendo che la stagione a venire, già iniziata in maniera positiva, sarà degna del nome Catania, mentre in campo continueremo a lottare per i nostri obiettivi sportivi”.

    MANCATA FIDEIUSSIONE: IL COMMENTO DEL SINDACO DI CATANIA

    Così, mentre i tifosi hanno organizzato un incontro davanti allo Stadio Angelo Massimino (alla ricerca di risposte sul futuro), il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha diffuso una lettera aperta rivolta alla proprietà rossazzurra guidata dall’australiano Ross Pelligra.

    “Il mancato deposito della fideiussione entro la scadenza prevista è un fatto serio e preoccupante, che non può essere liquidato come un semplice inconveniente tecnico-burocratico. Anche un’eventuale regolarizzazione tardiva, per quanto auspicabile, non cancellerà l’inadempimento né le conseguenze previste dagli organi federali. È ancora più difficile comprendere quanto accaduto perché appena due anni fa il Catania FC era stato penalizzato per una violazione analoga. Quel precedente avrebbe dovuto produrre le necessarie correzioni organizzative per evitare che una situazione simile si ripetesse. Abbiamo sempre riconosciuto gli importanti investimenti sostenuti dalla proprietà, così come il valore dell’acquisto di Torre del Grifo e l’impegno per riportare il Catania nel calcio che conta. Ma agli investimenti deve corrispondere una società solida, efficiente, autonoma e radicata sul territorio”, scrive Trantino.

    “Il presidente e patron Ross Pelligra deve dimostrare pienamente la responsabilità di rappresentare il calcio a Catania. Alla fiducia ricevuta dalla città, dai tifosi e dalle istituzioni deve corrispondere un’assunzione di responsabilità concreta, capace anche di evitare che le difficoltà organizzative finiscano per mettere in seria difficoltà i suoi più stretti collaboratori, compreso l’amministratore delegato. Non sono in discussione la capacità economica della proprietà né gli sforzi compiuti. Così come è positivo che la campagna acquisti continui a mostrare l’ambizione di costruire una squadra competitiva. Ma tutto questo rischia di essere vanificato se non viene accompagnato da certezze sul piano societario e gestionale. Quasi diecimila tifosi hanno già rinnovato il proprio abbonamento, confermando un senso di appartenenza straordinario. A loro e all’intera comunità rossazzurra si devono rispetto, chiarezza e affidabilità. Una passione così grande non può essere considerata scontata. Per questo chiediamo a Pelligra un’iniziativa chiara e immediata: rafforzare la struttura societaria a Catania, garantendole autonomia operativa ed economica e impedendo che adempimenti fondamentali dipendano ancora da tempi tecnici e burocratici legati alla disponibilità di capitali dall’estero. Non bastano rassicurazioni. Servono fatti e una spiegazione chiara alla Città su come si intenda cambiare passo. Perché Catania è soprattutto impegno quotidiano, passione e serietà, senza pause né cedimenti. E chi ha ricevuto la responsabilità di rappresentarla nel calcio deve dimostrarlo ogni giorno”,

    • MANCATA FIDEIUSSIONE: COSA RISCHIA IL CATANIA

      Bisogna comunque dire che non è la prima volta che il Catania, con questa proprietà, si trova ad affrontare una situazione del genere: è accaduto anche nel 2024, quando il club rossazzurro ha poi optato per un patteggiamento con la FIGC con la conseguente penalizzazione di un punto in classifica, e con quarantacinque giorni di inibizione a Rosario Pelligra e Vincenzo Grella, rispettivamente presidente e vicepresidente della società.

      Per questo motivo i tifosi adesso temono una nuova penalizzazione per il prossimo campionato di Serie C: la questione “recidiva”, invece, dovrebbe non essere presa in considerazione, visto che sono passate due stagioni da quando il club non ha adempiuto alla fideiussione integrativa, ma si attendono comunicazioni ufficiali in tal senso.

      Il futuro resta ugualmente complesso se si considera l’aspetto sportivo, i nuovi contratti e l’utilizzo dei nuovi giocatori: il Catania prepara la partita di Coppa Italia contro il Parma (che non sfida dal 2014, in Serie A) con tantissimi dubbi. Ancora una volta.



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