13 Ago Il leggendario Emil Kostadinov compie 59 anni, il ragazzo che fece piangere la Francia
Emil Kostadinov è uno di quei nomi che, nella storia del calcio, finiscono per essere legati indissolubilmente a una sola notte. Per i bulgari è un eroe nazionale; per i francesi, ancora oggi, è l’uomo che trasformò un sogno mondiale in una clamorosa eliminazione.
Nato a Sofia il 12 agosto 1967, Kostadinov era un attaccante rapido, tecnico e dotato di un notevole senso del gol. Cresciuto nel CSKA Sofia, costruì la propria reputazione anche fuori dalla Bulgaria: prima al Porto, quindi al Deportivo La Coruña e al Bayern Monaco, con cui nel 1996 conquistò la Coppa UEFA.
Ma è con la maglia della Bulgaria che la sua carriera assume un significato quasi leggendario.
Parigi, 17 novembre 1993
La scena è il Parco dei Principi. In palio c’è la qualificazione al Mondiale di USA ’94.
La Francia parte favorita. Ha giocatori come Éric Cantona e Jean-Pierre Papin e, soprattutto, deve soltanto pareggiare per assicurarsi il passaggio alla fase finale.
La Bulgaria, invece, ha un’unica strada: vincere.
I francesi sembrano mettere la partita sui binari giusti. Cantona porta avanti i padroni di casa, ma Kostadinov pareggia nel primo tempo. Il risultato di 1-1, però, non basta ai bulgari: con quel punteggio, il Mondiale è della Francia.
Il cronometro corre verso il novantesimo minuto.
Poi arriva l’azione destinata a entrare nella mitologia del calcio.
La Bulgaria recupera palla e verticalizza. Kostadinov si inserisce, riceve e, quando la partita sembra ormai avviata al pareggio, trova il gol del 2-1.
90º minuto. Francia fuori. Bulgaria al Mondiale.
Non è semplicemente una rete decisiva: è una delle più celebri beffe nella storia delle qualificazioni mondiali. Il volto di Kostadinov diventa quello della tragedia francese, mentre a Sofia esplode la festa.
Il ragazzo che fece piangere la Francia
Il soprannome di Kostadinov come “ragazzo bulgaro che fece piangere la Francia” nasce proprio da quella notte. Eppure ridurre la sua carriera a quel gol sarebbe ingeneroso.
Kostadinov era infatti uno dei protagonisti di una generazione straordinaria del calcio bulgaro, insieme a Hristo Stoichkov, Yordan Letchkov e Krasimir Balakov.
Quella squadra, arrivata quasi miracolosamente al Mondiale statunitense, avrebbe poi scritto un altro capitolo memorabile della propria storia. A USA ’94 la Bulgaria raggiunse infatti le semifinali, eliminando nei quarti proprio la Germania campione del mondo in carica.
Kostadinov fu parte integrante di quel gruppo e partecipò anche agli Europei del 1996 e al Mondiale di Francia 1998, dove segnò contro la Spagna.
Una carriera europea
A livello di club, il percorso racconta di un calciatore diventato progressivamente internazionale.
Con il CSKA Sofia vinse tre campionati bulgari e tre Coppe di Bulgaria, arrivando anche in semifinale nella Coppa delle Coppe. Nel 1990 passò al Porto, dove rimase quattro stagioni e conquistò due campionati portoghesi.
Nel 1994 arrivò in Spagna, al Deportivo La Coruña. Un anno più tardi approdò al Bayern Monaco e nel 1996 aggiunse alla propria bacheca la Coppa UEFA.
Le ultime tappe della carriera lo portarono al Fenerbahçe, ai messicani del Tigres UANL e infine al Mainz, in Germania.
L’eredità
Kostadinov non è stato soltanto un buon attaccante internazionale. È diventato il simbolo di una partita in cui il calcio ha mostrato ancora una volta la propria capacità di trasformare un uomo in una leggenda.
La Francia aveva bisogno di un pareggio. La Bulgaria aveva bisogno di un miracolo.
Il miracolo ebbe il volto di Emil Kostadinov.
E ancora oggi, quando si parla delle grandi tragedie sportive francesi, il 17 novembre 1993 occupa un posto speciale: Parigi, il novantesimo minuto e quel pallone che consegnò alla storia uno dei più celebri gol qualificazione di sempre.