13 Ago 13 Agosto 1943 – Nuovi bombardamenti degli alleati su Milano Torino e Roma provocano decine di vittime
Il 13 agosto 1943 rappresenta una delle giornate più drammatiche della campagna di bombardamenti alleati sull’Italia. In quelle ore, mentre il Paese era ormai vicino al collasso militare e politico, Milano e Torino furono colpite pesantemente dalla RAF britannica, mentre Roma subì una nuova incursione dell’aviazione statunitense.
13 agosto 1943: le bombe sulle città italiane
MILANO — La notte di fuoco
Poco dopo la mezzanotte, 504 bombardieri britannici raggiunsero Milano. Vennero sganciate circa 1.252 tonnellate di bombe e ordigni incendiari. L’incursione colpì una vasta parte dell’area urbana: edifici, industrie, infrastrutture e abitazioni furono devastati, mentre numerosi incendi continuarono a bruciare anche nelle ore successive. Rai Cultura definisce quella del 13 agosto la più massiccia delle incursioni che in quei giorni investirono il capoluogo lombardo.
Il bilancio delle vittime rimane oggetto di discussione. Le cifre ufficiali riportate per alcune ricostruzioni sono molto inferiori, mentre diverse stime storiche arrivano a circa 700 morti per l’incursione. Nei tre giorni del 13, 15 e 16 agosto Milano sarebbe stata sottoposta a una distruzione di proporzioni enormi: migliaia di edifici distrutti o danneggiati e oltre 200 industrie colpite.
TORINO — Un’ora sotto le bombe
Quasi contemporaneamente, Torino venne investita da una formazione di circa 152 aerei britannici. L’attacco si protrasse per un’ora, tra le 00:36 e l’1:36. Furono sganciate 243 bombe dirompenti, oltre a numerosi ordigni incendiari. A essere colpita fu un’ampia zona della città; tra gli edifici danneggiati vi furono anche Palazzo Madama e Palazzo Carignano, mentre particolarmente significativo fu l’impatto sul Santuario della Consolata e sulla Biblioteca civica.
Per questa specifica incursione, il MuseoTorino riporta 18 vittime e 83 feriti. È importante non confondere questo bilancio con quello, enormemente più grave, del precedente bombardamento del 13 luglio 1943, che aveva provocato 792 morti e 914 feriti.
ROMA — Il secondo grande bombardamento
Anche Roma fu nuovamente colpita. Era trascorso meno di un mese dal devastante bombardamento del 19 luglio, che aveva colpito soprattutto San Lorenzo. Il 13 agosto gli aerei americani tornarono sulla capitale, concentrando gli attacchi soprattutto sulle infrastrutture ferroviarie e sugli aeroporti: furono interessati gli scali di San Lorenzo, Littorio, Tuscolano, Casilino e Prenestino, oltre alle linee ferroviarie dirette verso Napoli e Orte.
La popolazione civile, però, pagò ancora una volta un prezzo altissimo. Le bombe non rimasero confinate agli obiettivi militari e ferroviari: quartieri abitati furono investiti dalle esplosioni e dalle macerie. I vigili del fuoco documentarono anche il caso di un treno Bari-Roma colpito durante l’incursione, con feriti da soccorrere.
Un’Italia ormai allo stremo
Il contesto rende quella giornata ancora più drammatica. Mussolini era stato destituito il 25 luglio, il governo Badoglio aveva avviato trattative segrete con gli Alleati e l’Italia si trovava in una fase di disgregazione politica e militare. Ma l’armistizio non era ancora stato annunciato: per gli Alleati la guerra contro l’Italia continuava.
Il 13 agosto, dunque, le sirene non annunciarono soltanto un’altra incursione. Per milioni di italiani significarono rifugi, città oscurate, incendi, edifici sventrati e persone rimaste sotto le macerie.
È anche per questo che il ricordo di quei bombardamenti rimane controverso e doloroso: gli attacchi avevano obiettivi militari e strategici nel quadro della guerra contro l’Asse, ma il loro effetto concreto ricadde inevitabilmente anche sulle popolazioni civili. La documentazione storica mostra quanto fosse ormai devastante la guerra aerea sulle città italiane.
Una precisazione importante: non è corretto parlare di un unico “bombardamento degli Alleati del 13 agosto” su Milano, Torino e Roma. Si trattò di operazioni distinte, condotte nella stessa giornata, da forze aeree britanniche e statunitensi, con modalità e bilanci differenti. Anche il numero delle vittime varia sensibilmente secondo le fonti e secondo che si consideri la singola incursione oppure l’intero ciclo di bombardamenti di quei giorni.