19 Mar Medio Oriente (oggi)
Medio Oriente, piano di 6 Paesi per la riapertura di Hormuz, c’è l’Italia. Crosetto: ‘Nessuna missione senza una tregua’
È essenziale però che i combattimenti prima finiscano — ed è una posizione immutata, nonostante la nota glissi sul punto. L’Iran, non a caso, minaccia: chi aiuterà Stati Uniti e Israele si renderà “complice” dell’aggressione. Con tutte le conseguenze del caso.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha bollato come “sconsiderata” l’escalation che vede coinvolte “per la prima volta” le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi limitrofi. Ed ha proposto un cessate-il-fuoco a cavallo tra la fine del Ramadan e la Pasqua.
Il segretario generale della Nato Mark Rutte cerca di ricomporre la frattura con Donald Trump, furente per il gran tradimento della Nato. Il Tycoon, dal canto suo, ha riconosciuto che “gli alleati stanno diventando più disponibili” nel loro impegno sullo stretto di Hormuz anche se, ha aggiunto sprezzante: “Ora è troppo tardi”.
Resta il fatto che il dossier Iran è altamente divisivo e nella cornice dell’Unione Europea, dunque a 27, trovare un punto d’incontro è una missione quasi impossibile. Tant’è vero che nelle bozze di conclusioni del vertice sulla parte dedicata al Medio Oriente non compare nemmeno una menzione agli Stati Uniti o Israele nel contesto della guerra in Iran. La sfida ora è di riportare nell’alveo della cooperazione internazionale l’intera crisi. “E’ tempo che la diplomazia prevalga, è tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza”, ha esortato il segretario generale Antonio Guterres proprio dalle sale del Consiglio Europeo.