Faustino Asprilla oggi 56 anni

Faustino Asprilla oggi 56 anni

Faustino “Tino” Asprilla, il genio ribelle del calcio colombiano

Tuluá, 10 novembre 1969 – Faustino Hernán Asprilla Hinestroza, meglio conosciuto come Tino Asprilla, è uno dei personaggi più controversi e affascinanti del calcio sudamericano degli anni Novanta. Attaccante estroso, tecnico e imprevedibile, ha lasciato un segno indelebile tanto per le sue giocate spettacolari quanto per una vita privata segnata da eccessi e polemiche.

Asprilla cresce a Tuluá, in Colombia, in una famiglia numerosa con otto fratelli. Fin da giovane mostra un talento fuori dal comune, che lo porta presto al successo con l’Atlético Nacional e poi al grande salto in Europa, vestendo la maglia del Parma nel 1992, durante l’ascesa del club emiliano nel calcio internazionale.

A Parma, “Tino” diventa un idolo: il suo stile di gioco funambolico e il suo sorriso contagioso conquistano i tifosi, ma il suo carattere impulsivo non tarda a creare discussioni. Eccentrico per natura, al suo arrivo in Italia stupì tutti comprando cento rubinetti, episodio che diventerà uno dei simboli del suo spirito bizzarro.

Nonostante le prodezze in campo, la sua carriera è segnata da vicissitudini fuori dal terreno di gioco. Nel 1993, dopo un rientro in Colombia, raccontò di essersi ferito con una bottiglia mentre era in piscina: un incidente che lo costrinse a un’operazione e a saltare il finale di stagione. Due anni dopo, nel 1995, venne fermato in auto con due pistole, episodio che gli costò sette mesi di condizionale.

Il suo temperamento non si placò neppure dopo il ritiro. Nel 2008 fu arrestato per aver sparato con una mitragliatrice contro le forze di sicurezza, mentre nel 2013 fece parlare di sé per aver ricevuto — e poi rifiutato — un’offerta per recitare in un film per adulti.

Sul piano personale, Asprilla sposò Catalina, matrimonio poi naufragato e da lui stesso definito uno dei più grandi errori della sua vita.

Oggi, “Tino” rimane una figura iconica del calcio colombiano: un talento puro, capace di incantare con un pallone tra i piedi, ma anche un uomo segnato da un’esistenza turbolenta, divisa tra genio e follia.

 

 



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