30 Ottobre 1977 – A Perugia moriva sul campo Renato Curi

30 Ottobre 1977 – A Perugia moriva sul campo Renato Curi

Tragedia sul campo: la morte di Renato Curi, il talento del Perugia stroncato da un infarto durante Perugia–Juventus

Perugia, 30 ottobre 1977 — Era una domenica come tante, ma quel pomeriggio al “Renato Curi” — che allora ancora si chiamava stadio Comunale di Pian di Massiano — il calcio italiano visse una delle sue giornate più drammatiche. Durante il secondo tempo di Perugia–Juventus, il giovane centrocampista Renato Curi, simbolo della squadra umbra e promessa del calcio nazionale, si accasciò improvvisamente sul terreno di gioco, colpito da un malore fatale. Aveva soltanto 24 anni.

La partita, valida per la settima giornata di Serie A, si stava giocando su un campo pesante, dopo una settimana di pioggia. Curi, come sempre, stava dando tutto per la sua squadra, che allora rappresentava una delle realtà più sorprendenti del campionato. Al 70° minuto, dopo una corsa verso la palla, si fermò improvvisamente, portandosi una mano al petto. Cadde in avanti, senza più rialzarsi.

I compagni e gli avversari capirono subito la gravità della situazione. Il portiere del Perugia, Lamberto Boranga, che era anche laureato in medicina, tentò i primi soccorsi in campo, mentre il pubblico, ammutolito, assisteva incredulo. Nonostante i disperati tentativi di rianimazione, per Curi non ci fu nulla da fare. Morì sul campo, vittima di un arresto cardiaco.

Renato Curi era arrivato al Perugia nel 1974, proveniente dal Como, e in pochi anni era diventato una delle colonne del centrocampo biancorosso. Giocatore instancabile, dotato di grande intelligenza tattica e spirito di sacrificio, era considerato da molti un possibile futuro azzurro.

La sua morte sconvolse l’Italia calcistica e non solo. Nei giorni successivi, l’intero Paese rese omaggio a quel ragazzo schivo e generoso, simbolo di un calcio ancora romantico. Il Comune di Perugia, per ricordarlo, intitolò a lui lo stadio cittadino: lo Stadio Renato Curi, che ancora oggi porta il suo nome come segno di riconoscenza e memoria.

A distanza di decenni, la figura di Renato Curi resta impressa nella storia del calcio italiano come l’emblema di un sogno spezzato troppo presto, ma anche come esempio di passione, dedizione e umiltà. Ogni anno, i tifosi del Grifo lo ricordano con affetto, in quello stesso stadio dove il suo cuore si fermò, ma dove il suo spirito continua a vivere.

 



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