28 Ott 28 Ottobre 1997 – 28 anni fa l’addio al calcio di Franco Baresi (L’IMMENSO)
Milano, 28 ottobre 1997 – Una notte da leggenda, l’addio dell’immenso Franco Baresi
San Siro quella sera non era uno stadio: era un tempio. Un mare rossonero in adorazione del suo capitano, del simbolo, dell’uomo che per quasi vent’anni aveva incarnato lo spirito del Milan e dell’Italia intera. Il 28 ottobre 1997, Franco Baresi dava l’addio al calcio giocato. E con lui se ne andava un pezzo irripetibile della storia del pallone.
Sessantamila persone in lacrime, applausi che sembravano non finire mai, un numero – il suo “6” – che da quella sera non sarebbe più appartenuto a nessun altro. Ritirato, come si fa con le maglie dei grandi, dei miti, di chi ha trasformato il calcio in un’arte di eleganza, sacrificio e silenziosa grandezza.
Baresi, nato a Travagliato nel 1960, cresciuto nel vivaio rossonero, aveva attraversato ogni epoca del Milan: dalla polvere della Serie B ai trionfi mondiali, dalla Coppa dei Campioni di Atene alla leggenda degli “Invincibili” di Sacchi e Capello. Difensore di un’eleganza antica e di un’intelligenza tattica superiore, Baresi non era solo un libero: era una guida, un faro, una certezza.
Quella sera del ’97, con la fascia al braccio e il cuore pesante, il capitano salutò i suoi tifosi e il suo mondo. “È stato un onore”, disse con la voce rotta. E San Siro rispose con un boato che ancora oggi vibra nelle orecchie di chi c’era.
Franco Baresi non ha mai smesso davvero di far parte del Milan. È rimasto simbolo, modello, memoria vivente di un’epoca in cui la maglia valeva più dei contratti, in cui il silenzio valeva più delle parole.
Ventotto ottobre 1997: la sera in cui non si spense una carriera, ma nacque una leggenda.