22 Ottobre 1942 – Genova viene bombardata dagli inglesi

22 Ottobre 1942 – Genova viene bombardata dagli inglesi

Genova, 22 ottobre 1942 – La città sotto le bombe inglesi

Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 1942, Genova visse una delle sue pagine più drammatiche della Seconda guerra mondiale. Una formazione di bombardieri britannici della Royal Air Force colpì duramente il capoluogo ligure, nell’ambito della campagna aerea alleata contro i porti e le infrastrutture industriali italiane.

L’attacco, iniziato poco dopo le 23 e protrattosi per diverse ore, ebbe come obiettivo principale il porto, le aree industriali e i quartieri operai circostanti. Le bombe — oltre 100 tonnellate di ordigni esplosivi e incendiarî secondo le cronache dell’epoca — devastarono un’ampia zona del centro e del ponente cittadino. Furono colpiti i moli, i magazzini del porto, le acciaierie dell’Ansaldo e diversi edifici civili.

Le vittime furono numerose: le fonti ufficiali fasciste parlarono di alcune decine di morti e centinaia di feriti, ma le stime successive, più indipendenti, indicano un numero ben più alto, probabilmente superiore al centinaio. Molte famiglie rimasero senza casa, e interi quartieri — in particolare quelli di San Teodoro, Sampierdarena e Sestri Ponente — subirono danni ingentissimi.

Genova, già colpita da altri bombardamenti nel corso del 1941 e del 1942, si trovò così nuovamente ferita nel cuore. Le sirene d’allarme risuonarono per ore, e la popolazione, costretta nei rifugi antiaerei o nelle gallerie, assistette impotente alla distruzione della propria città.

Il bombardamento del 22 ottobre rappresentò uno dei più gravi episodi subiti da Genova durante la guerra, segnando profondamente la memoria collettiva dei genovesi. La città, tuttavia, non si piegò: nei giorni successivi si moltiplicarono gli sforzi per rimuovere le macerie e mantenere in funzione il porto, vitale per l’economia e per la sopravvivenza della popolazione.

Un testimone dell’epoca scrisse sul Secolo XIX:

“Genova è ferita, ma non vinta. Sotto la polvere delle macerie pulsa ancora la sua anima tenace, che nessuna bomba potrà mai cancellare.”

 



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