22 Ottobre 1930 – A Piazza Armerina nasceva Boris Giuliano (UN GRANDE UOMO UN GRANDE POLIZIOTTO)

22 Ottobre 1930 – A Piazza Armerina nasceva Boris Giuliano (UN GRANDE UOMO UN GRANDE POLIZIOTTO)

PALERMO — 22 OTTOBRE 2025 — In un’Italia ancora segnata dal ricordo delle sue battaglie contro la criminalità organizzata, oggi si celebra il 95º anniversario della nascita di Giorgio Boris Giuliano, nato a Piazza Armerina il 22 ottobre 1930. Uomo delle istituzioni, investigatore brillante e coraggioso, Giuliano è diventato un simbolo della legalità e dell’onestà al servizio dello Stato. Il suo nome è scolpito nella memoria collettiva come quello di un grande uomo e un grande poliziotto, caduto sotto i colpi vigliacchi di Cosa nostra.

Capo della Squadra Mobile di Palermo negli anni più bui della lotta alla mafia, Giuliano si distinse per l’approccio moderno e incisivo nelle indagini. Utilizzava metodi innovativi, puntando sull’intelligence, sulle intercettazioni, sulle indagini patrimoniali — una strategia lungimirante che anticipò di anni il metodo investigativo oggi considerato essenziale nella lotta alla criminalità organizzata.

Ma non fu solo la sua competenza a renderlo una figura di rilievo. Boris Giuliano rappresentava un volto umano dello Stato: vicino alla gente, rispettato dai colleghi, stimato anche da molti di coloro che si trovava ad indagare. Era uno di quegli uomini che non si piegavano, che andavano avanti pur sapendo il prezzo che avrebbero potuto pagare.

E quel prezzo arrivò il 21 luglio 1979, quando Giuliano fu assassinato a Palermo da Leoluca Bagarella, feroce killer dei Corleonesi. Gli sparò alle spalle, vigliaccamente, sette colpi di pistola, mentre il capo della Mobile stava entrando in un bar per fare colazione. Quel delitto segnò l’inizio di una stagione di sangue: la seconda guerra di mafia era alle porte, e i Corleonesi stavano per prendere il controllo violento di Cosa nostra.

Oggi, a distanza di 46 anni dalla sua morte, il nome di Boris Giuliano è ricordato nelle scuole, nei commissariati, nelle aule di tribunale e nei cuori di chi crede nella giustizia. La sua eredità vive in ogni giovane poliziotto che sceglie di indossare la divisa non per potere, ma per servire. Vive in ogni magistrato, giornalista o cittadino che decide di non voltarsi dall’altra parte.

Giorgio Boris Giuliano non è stato solo una vittima della mafia. È stato, ed è, un esempio di integrità, di coraggio e di amore per la verità. Un uomo giusto, caduto in piedi, nella Palermo che aveva scelto di servire fino all’ultimo respiro.

 



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