17 Ott STORIE DI CALCIO: Lo storico spareggio vinto dal Siracusa sul Cantieri Navali grazie alla monetina
STORICO SPAREGGIO DEL 1971: IL SIRACUSA PROMOSSO IN SERIE C DOPO 240 MINUTI E UNA MONETINA
Napoli, 6 giugno 1971 – Stadio Vomero, ore 18: lo sport incontra il destino.
Dopo due battaglie epiche durate complessivamente 240 minuti e concluse entrambe sul punteggio di 0-0, è stata una monetina a decidere il destino del Siracusa e del Cantieri Navali. Una promozione in Serie C affidata al caso, in un’epoca in cui la regola dei rigori non era ancora prassi nei dilemmi calcistici più drammatici. E la sorte, quella sera del 6 giugno 1971, ha scelto l’azzurro del Siracusa.
La sfida tra Siracusa e Cantieri Navali Palermo era uno spareggio cruciale per la promozione in Serie C al termine del campionato di Serie D 1970-71. Due squadre agguerrite, due tifoserie appassionate, due città che sognavano il salto di categoria. Il primo atto, giocato il 31 maggio allo stadio “Celeste” di Messina, era terminato 0-0 dopo i tempi supplementari. Si era deciso allora per la ripetizione della sfida, sei giorni dopo, al “Vomero” di Napoli, campo neutro ma infuocato.
Anche la gara del 6 giugno non ha risparmiato emozioni. Novanta minuti di tensione pura, poi ancora supplementari. Difese chiuse, nervi saldi, cuore oltre l’ostacolo. Ma nessuna rete. Nessuna scintilla decisiva. Quando il triplice fischio ha sancito un altro 0-0, la decisione è passata nelle mani del destino.
La monetina.
È toccato all’arbitro, con i capitani accanto, gettare la moneta sul prato dello stadio Vomero. Un attimo eterno, un silenzio surreale rotto solo dallo squillo dell’annuncio: Siracusa promosso in Serie C.
Scene di esultanza incontenibile tra i tifosi siracusani accorsi a Napoli. Lacrime, abbracci, canti. Il lungo cammino della stagione era stato premiato, sebbene con un finale dal sapore beffardo per gli avversari. I Cantieri Navali Palermo, protagonisti di una stagione dignitosa e combattiva, hanno dovuto piegarsi non al gol, ma alla sorte.
Il Siracusa torna così in Serie C dopo anni di battaglie nelle categorie inferiori, scrivendo una delle pagine più incredibili del calcio italiano. Una promozione decisa non da un piede, non da un colpo di testa, ma da una semplice faccia di metallo. Un evento oggi impensabile, ma che nel calcio romantico degli anni ’70 era parte del gioco.
Oggi, quella monetina è leggenda.
Una reliquia di un calcio che non esiste più, ma che continua a far battere il cuore di chi c’era. E di chi ha imparato a conoscerlo anche solo dai racconti.