Paolo Roberto Falcao oggi 72 anni (IL RE DI ROMA)

Paolo Roberto Falcao oggi 72 anni (IL RE DI ROMA)

IL RE DI ROMA: PAULO ROBERTO FALCÃO, L’ELEGANZA DEL CALCIO FATTA UOMO…

Roma – Per molti è semplicemente il Re di Roma. Per altri, è uno dei più raffinati interpreti del calcio mondiale. Paulo Roberto Falcão, nato il 16 ottobre 1953 ad Abelardo Luz, in Brasile, è stato molto più di un centrocampista. È stato una visione, un’idea di calcio che si è fatta carne, sudore, classe e leadership.


IL GENIO SILENZIOSO DEL CENTROCAMPO

Falcão non urlava, non si imponeva con i muscoli o con l’arroganza. Il suo regno era il centrocampo e governava con l’intelligenza tattica, la pulizia tecnica e un senso della posizione che sfiorava la chiaroveggenza. Non a caso Nils Liedholm, suo tecnico alla Roma, disse:
«È Falcão che dirige l’orchestra in campo. Io, al massimo, qualche volta gli scrivo la musica.»

Regista, mediano, mezzala. Etichette troppo strette per chi sapeva costruire, distruggere, inventare. Era il fulcro di ogni azione, il metronomo di una Roma che sognava e vinceva. Il brasiliano con la testa alta, la falcata elegante, il tocco vellutato.


L’ARRIVO A ROMA: NASCE UNA LEGGENDA

Quando nel 1980 approda alla Roma, il calcio italiano è ancora restio ad affidarsi agli stranieri. Ma Falcão abbatte ogni diffidenza e in breve tempo diventa l’idolo della curva Sud. Insieme a campioni come Conti, Pruzzo e Graziani, trascina i giallorossi allo Scudetto del 1983, il secondo della storia del club. Quella squadra resta nell’immaginario collettivo come una delle più belle di sempre. Falcão ne era l’anima, il cervello, il cuore.

Il suo stile colpisce i tifosi quanto la sua personalità fuori dal campo. Educato, riflessivo, carismatico. Non è solo un calciatore, è un simbolo. È il Re di Roma.


LA CARRIERA INTERNAZIONALE

Prima dell’approdo in Italia, Falcão era già un nome di rilievo in patria, soprattutto al Internacional di Porto Alegre, dove aveva vinto tutto a livello nazionale. Con la Seleção, partecipa al Mondiale del 1982, una delle squadre più amate di sempre. Zico, Sócrates, Eder e lo stesso Falcão: un’orchestra di talento purissimo. Ma il sogno si spezza contro l’Italia di Paolo Rossi, in uno dei match più epici della storia del calcio.


I RICONOSCIMENTI: L’IMMORTALITÀ DEL CAMPIONE

Nel 2004, Pelé lo inserisce nella prestigiosa lista dei FIFA 100, i 125 migliori calciatori viventi. È il coronamento di una carriera che, nonostante qualche acciacco fisico di troppo, resta scolpita nella storia del calcio.

Nel 2012 entra nella Hall of Fame della Roma, e cinque anni dopo in quella del calcio italiano. Un riconoscimento trasversale, che unisce tifosi e addetti ai lavori, celebrando l’eccellenza tecnica e umana di un giocatore senza tempo.


TRA LUCI E OMBRE: L’UOMO OLTRE IL MITO

Dietro il campione, c’è l’uomo. Falcão ha vissuto anche momenti complessi, come il contenzioso con l’ex moglie Rosane Damazio per la custodia del figlio Paulinho, o il riconoscimento del figlio italiano Giuseppe, nato dalla relazione con Maria Flavia Frontoni. Vicende personali che hanno fatto notizia, come il presunto flirt con Moana Pozzi, raccontato nell’autobiografia della pornostar.

Oggi vive a Porto Alegre, accanto alla giornalista Cristina Ranzolin, sua moglie dal 2003. Ma il legame con l’Italia – e con Roma – resta fortissimo. Nonostante il tempo passato, Falcão continua a essere una figura di riferimento per il calcio pensato, quello che unisce arte e ragione, visione e concretezza.


EREDITÀ E MEMORIA

Allenatore in campo” lo definivano i compagni. “Giocatore universale” lo ha chiamato Francesco Graziani. Falcão ha lasciato un’impronta indelebile nel calcio italiano, diventando modello e ispirazione per generazioni di centrocampisti.

Oggi, nel giorno del suo compleanno, la città eterna e i suoi tifosi non possono che rendere omaggio a chi, più di tutti, ha saputo incarnare la romanità nel modo più elegante possibile. Non con le parole, ma con i piedi. Con l’intelligenza. Con il cuore.


Paulo Roberto Falcão. Il Re di Roma. Eterno.

 



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