23 Settembre 1956 a Prato nasceva Paolo Rossi (PABLITO – UN RAGAZZO COME NOI)

23 Settembre 1956 a Prato nasceva Paolo Rossi (PABLITO – UN RAGAZZO COME NOI)

Paolo Rossi, l’eroe di Spagna ’82: l’uomo che fece sognare l’Italia intera

Nato a Prato il 23 settembre 1956, Paolo Rossi – affettuosamente soprannominato “Pablito” – è entrato nella leggenda del calcio mondiale grazie a un’estate magica, quella del 1982, quando l’Italia riscrisse la storia del calcio conquistando il terzo titolo mondiale. Il suo nome è indissolubilmente legato a quella cavalcata trionfale, culminata con la Coppa del Mondo alzata al cielo di Madrid, ma segnata soprattutto da una notte che resta impressa nella memoria collettiva degli italiani: Brasile-Italia 2-3, Stadio Sarrià di Barcellona, 5 luglio 1982.

Contro la Selecão considerata da molti la più forte di sempre, Rossi fu semplicemente devastante: una tripletta memorabile che annientò i sogni verdeoro e rilanciò l’Italia verso la gloria. Tre gol di rapina, di fiuto, di istinto puro da centravanti. Una prestazione che trasformò quel ragazzo dal fisico gracile e dal volto da bravo ragazzo nell’incubo dei difensori brasiliani, e nell’idolo di un Paese intero.

Fino a quel momento, il suo Mondiale era stato anonimo, quasi deludente. Tornato da una lunga squalifica legata allo scandalo del calcioscommesse, molti dubitavano della sua convocazione. Ma il CT Enzo Bearzot ci aveva visto lungo. Dopo il Brasile, Pablito non si fermò più: due gol alla Polonia in semifinale e una rete nella finalissima contro la Germania Ovest, diventando capocannoniere del torneo con sei gol e simbolo della rinascita italiana.

La sua carriera fu costellata di successi anche a livello di club: Vicenza, Perugia, Juventus e Milan le tappe principali di un percorso costellato da trionfi, ma anche da infortuni e difficoltà. Con la Juventus vinse tutto, compresa la Coppa dei Campioni nel 1985.

Paolo Rossi è molto più di un calciatore: è un’icona nazionale, un simbolo di riscatto, di fede incrollabile, di magia sportiva. È il ragazzo che, con tre gol, mise in ginocchio Zico, Falcão e Sócrates, consegnando l’Italia alla leggenda.

Si è spento l’8 dicembre 2020, ma il suo ricordo rimane vivo nei cuori di tutti gli italiani. Perché chi segna tre gol al Brasile non muore mai.

 



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