18 Set Un anno senza Totò Schillaci (il ragazzo delle Notti Magiche)
Palermo, 18 settembre 2025 – A un anno esatto dalla sua scomparsa, l’Italia ricorda con commozione Salvatore “Totò” Schillaci, l’eroe delle “Notti Magiche” di Italia ’90, spentosi prematuramente a Palermo il 18 settembre 2024, all’età di 59 anni, dopo una lunga battaglia contro un male incurabile.
Schillaci, simbolo di un’estate rimasta scolpita nella memoria collettiva del Paese, aveva conquistato il cuore degli italiani con il suo entusiasmo travolgente, il suo sguardo spiritato e soprattutto con i suoi gol, ben sei in quell’indimenticabile Mondiale casalingo che l’Italia chiuse al terzo posto. Un torneo che lo incoronò capocannoniere e lo trasformò, da promessa semi-sconosciuta, in un’icona nazionale.
Nato a Palermo il 1 dicembre 1964, Totò aveva iniziato la sua carriera nel Messina prima di approdare alla Juventus, dove si affermò a livello nazionale. Ma fu la maglia azzurra a consegnarlo alla leggenda. Ogni sua rete durante Italia ’90 era un’esplosione di gioia, ogni esultanza un inno alla speranza di un Paese intero. Il suo nome resta legato indissolubilmente al sogno interrotto di quel Mondiale, svanito solo in semifinale contro l’Argentina di Maradona.
A un anno dalla sua scomparsa, Palermo e l’Italia tutta rendono omaggio a un figlio del Sud che seppe farsi amare per la sua genuinità, la sua grinta e la sua umanità. Nella sua città natale è previsto oggi un momento di raccoglimento al cimitero dei Rotoli, dove riposa, e una messa commemorativa che vedrà la partecipazione di ex compagni di squadra, personalità del mondo sportivo e istituzioni.
Tante anche le iniziative in suo nome: la FIGC ha annunciato che il Premio Capocannoniere del campionato giovanile verrà intitolato a lui, mentre a Palermo si discute la proposta di intitolargli lo stadio Renzo Barbera o, in alternativa, una struttura sportiva dedicata ai giovani.
A distanza di 35 anni da quelle notti incantate, Totò Schillaci resta una delle immagini più luminose del calcio italiano. Un ragazzo del popolo, un simbolo di riscatto, una meteora che brillò con forza in un momento in cui l’Italia aveva bisogno di eroi semplici, veri. Come lui.
Totò vive nei ricordi di un Paese che non ha mai smesso di cantare le sue “Notti Magiche”.