16 Set Dejan Savicevic (IL GENIO) compie 59 anni
Dejan Savićević, “Il Genio” del calcio balcanico che incantò l’Europa
Nato a Titograd (oggi Podgorica, in Montenegro) il 15 settembre 1966, Dejan Savićević è uno di quei talenti che hanno lasciato un’impronta profonda e indelebile nella storia del calcio europeo degli anni ’90. Dotato di una classe cristallina, visione di gioco sopraffina e un tocco di palla che sfidava le leggi della fisica, il fantasista montenegrino è ricordato da tifosi e appassionati con un soprannome che dice tutto: “Il Genio”.
Gli inizi e l’ascesa
Formatosi calcisticamente nella Stella Rossa di Belgrado, con cui vincerà una storica Coppa dei Campioni nel 1991, Savićević si impone fin da giovane come uno dei talenti più puri della sua generazione. La sua tecnica sopraffina, unita a una personalità calcistica fuori dal comune, lo rendono un idolo in patria e un nome sempre più rispettato nel panorama europeo.
L’approdo al Milan e la consacrazione
Nel 1992 Savićević approda al Milan, squadra simbolo del calcio europeo di quel decennio. Agli ordini di Fabio Capello, in un contesto tattico spesso rigido, fatica inizialmente a imporsi. Ma il talento di Savićević non può essere imbrigliato: il campo, alla fine, gli dà sempre ragione.
Atene 1994: la notte della leggenda
Il 18 maggio 1994, allo Stadio Olimpico di Atene, il Milan affronta il Barcellona di Johan Cruijff nella finale di Coppa dei Campioni. I blaugrana partono favoriti, forti del loro “Dream Team”. Ma sarà proprio quella sera che il mondo intero riconoscerà la grandezza di Dejan Savićević.
Il Milan travolge il Barcellona con un clamoroso 4-0, ma è il terzo gol a entrare nella leggenda: Savićević, con una giocata balistica degna del suo soprannome, ruba palla a Miguel Ángel Nadal e, con un pallonetto morbido, beffa Zubizarreta da una posizione impossibile, quasi dalla linea laterale. È un gesto tecnico irripetibile, che fotografa l’essenza del Genio: imprevedibilità, bellezza e audacia.
L’eredità di un artista del pallone
Savićević non è mai stato un calciatore da statistiche impressionanti, ma è stato un artista del pallone. Le sue giocate hanno illuminato le notti europee e infiammato il cuore dei tifosi. Dopo l’esperienza al Milan, continuerà la sua carriera in patria e poi da dirigente, diventando presidente della Federazione calcistica del Montenegro.
Ma per chi lo ha visto giocare, Dejan Savićević rimarrà per sempre il simbolo del talento puro, dell’estro che sfugge agli schemi e che trasforma una partita di calcio in uno spettacolo. La notte di Atene ne è la prova immortale.