16 Set 15 Settembre 1993 – A Palermo un commando mafioso uccide don Giuseppe Puglisi
Palermo, 15 settembre 1993 – Don Puglisi, il prete che sfidava la mafia, ucciso nel giorno del suo compleanno
Nel tardo pomeriggio del 15 settembre 1993, il quartiere Brancaccio di Palermo è stato teatro di un omicidio che ha scosso l’Italia intera. Don Giuseppe Puglisi, sacerdote di frontiera, figura carismatica e instancabile animatore sociale, è stato assassinato da Cosa Nostra proprio il giorno del suo 56º compleanno. Un delitto simbolico, carico di significati, compiuto con freddezza davanti alla sua abitazione.
L’agguato è avvenuto intorno alle ore 20:45. Un sicario lo ha atteso sotto casa, in piazzale Anita Garibaldi. Don Puglisi, che rientrava senza scorta e senza timori, è stato freddato con un colpo alla nuca. Le sue ultime parole, secondo quanto riferito da uno dei killer arrestati successivamente, sarebbero state: “Me l’aspettavo”.
La morte di Don Puglisi – per tutti “3P” – non è stata un’esecuzione come tante. Era un prete che aveva osato rompere il silenzio e la complicità in un territorio soffocato dalla mafia, cercando di strappare i giovani dalle grinfie della criminalità. Aveva fondato il Centro Padre Nostro, un luogo di accoglienza, educazione e speranza, dove l’alternativa al reclutamento mafioso era fatta di scuola, sport, legalità e valori cristiani autentici.
In un ambiente dominato dalla paura e dall’omertà, Don Puglisi rappresentava una voce scomoda. Non predicava soltanto dal pulpito: denunciava pubblicamente l’assenza dello Stato, l’influenza pervasiva di Cosa Nostra nelle vite quotidiane, la cultura mafiosa che si radicava nei più giovani. Non si piegava ai compromessi. E la mafia non perdona chi sottrae consenso sociale al suo dominio.
L’ordine di uccidere Don Puglisi partì dai vertici del mandamento mafioso di Brancaccio, allora sotto il controllo dei fratelli Graviano, boss emergenti e spietati. Anni dopo, grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e alle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia, furono identificati e condannati sia i mandanti che gli esecutori materiali del delitto.
La figura di Don Pino Puglisi è divenuta nel tempo simbolo della lotta alla mafia. Nel 2013 è stato beatificato come martire della fede, primo sacerdote ucciso dalla mafia a ricevere un tale riconoscimento dalla Chiesa cattolica. Le sue parole, “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto”, continuano a risuonare oggi come un manifesto di impegno civile e spirituale.
A distanza di anni, la sua eredità vive nella memoria collettiva, nei luoghi che ha fondato, e soprattutto nel coraggio di quanti, ogni giorno, scelgono di non voltarsi dall’altra parte.