12 Settembre 1979 – Alle Universiadi del Messico, Pietro Mennea fissa il record mondiale sui 200 m

12 Settembre 1979 – Alle Universiadi del Messico, Pietro Mennea fissa il record mondiale sui 200 m

12 Settembre 1979 – Universiadi di Città del Messico: Pietro Mennea entra nella leggenda dell’atletica mondiale

Città del Messico, 12 settembre 1979 – È un giorno destinato a rimanere impresso nella storia dello sport: sulla pista dell’Estadio Universitario, durante le Universiadi, l’azzurro Pietro Mennea corre i 200 metri in 19″72, stabilendo il nuovo record mondiale della specialità.

Un’impresa straordinaria, che rompe il precedente primato di 19″83 detenuto dallo statunitense Tommie Smith sin dalle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 – stesso luogo, stessa altitudine. Mennea diventa così l’uomo più veloce del mondo sui 200 metri, primo europeo a scendere sotto i 20 secondi, e primo italiano a infrangere un record mondiale di tale portata nella velocità pura.

Una corsa perfetta

Partito in settima corsia, il velocista di Barletta ha eseguito una curva magistrale, mantenendo il controllo tecnico e tattico della gara, per poi lanciarsi in un rettilineo finale devastante. Il crono finale – 19″72 – è apparso subito incredibile, ma il responso del fotofinish e l’omologazione ufficiale della IAAF hanno confermato: è record del mondo.

Nonostante l’altitudine favorevole di Città del Messico (2.240 metri sul livello del mare), il tempo di Mennea è frutto di una preparazione meticolosa, di anni di dedizione e della guida del tecnico Carlo Vittori. Con questo risultato, l’atleta pugliese corona una carriera già costellata di successi europei e olimpici, proiettandosi nell’Olimpo dei grandi dello sport.

Un record che resisterà a lungo

Il 19″72 di Mennea resterà imbattuto per 17 anni, fino al 1996, quando l’americano Michael Johnson correrà i 200 m in 19″66 ai Trials di Atlanta, poi abbassato a 19″32 alle Olimpiadi. Tuttavia, l’impresa dell’azzurro conserva un’aura leggendaria per le condizioni in cui fu ottenuta e per il contesto in cui si inserisce: quello di un’Italia che vedeva nello sport un riscatto e un motivo d’orgoglio nazionale.

Il commento dell’atleta

Dopo la gara, un emozionato Mennea ha dichiarato: «Questa vittoria è frutto del lavoro e della determinazione. Nessuno credeva che un europeo potesse fare un tempo del genere. L’ho fatto per me, ma anche per dimostrare che con la volontà si può arrivare ovunque».

Una pagina indelebile dello sport italiano

Il 12 settembre 1979 non è solo una data da ricordare: è il simbolo di un’impresa che ha superato i confini della cronaca sportiva per entrare nella leggenda. Pietro Mennea non è più soltanto un campione: da oggi, è una leggenda vivente dell’atletica mondiale.

 

 



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