06 Set Ottima la prima di Gattuso, 5 a 0 all’Estonia
Italia-Estonia, qualificazioni ai Mondiali, risultato 5-0: Retegui doppietta, a segno anche Kean, Raspadori e Bastoni
Ottimo esordio per Gattuso, la Nazionale vince segnando tanto grazie a uno straripante secondo tempo
L’Italia c’è: buona la prima per Gattuso
Cinque gol all’Estonia, tutti nel secondo tempo e passa la paura. L’Italia si sblocca dopo un’oretta, quando allo stadio monta l’ansia e c’è chi comincia a perdere la speranza. E invece un tacco spettacolare di Retegui e l’incornata di Kean rompono l’incantesimo e accendono la festa. Da quel momento, come liberati da un peso, gli azzurri si scatenano. I primi tre gol in tredici minuti, gli ultimi due in coda a una partita con il piede sempre schiacciato sull’acceleratore. La goleada, che non era preventivabile all’intervallo, ci rimette un po’ in sesto nel duello a distanza con la Norvegia, la nostra vera avversaria del girone. Ci sono ancora 6 punti da recuperare (con una partita in meno) e 7 reti di differenza, ma la montagna, adesso, ci fa meno paura.
L’Italia di Gattuso c’è e le scelte dell’allenatore debuttante sono convincenti. Il doppio centravanti, Kean e Retegui, funziona. I due rispondono all’appello. Moise firma il primo acuto di testa e subito dopo prende un palo, Mateo fa anche meglio nel suo vecchio stadio e chissà quanti bergamaschi lo rimpiangono: doppietta, oltre all’assist per il gemello. Anche Raspadori, partito dalla panchina, è fulminante: una rete e due assist, l’ultimo per il 5-0 di Bastoni. Una squadra rinata, anche se l’avversario è solo al numero 126 del ranking. Gli azzurri hanno il merito di crederci, sempre. Anche nel primo tempo quando le cose funzionano a tratti e il gol non arriva. Ora non bisogna lasciarsi trasportare dall’entusiasmo. Servono nuovi esami, a cominciare da quello di lunedì a Debrecen, contro Israele, in un’altra partita da non fallire. L’Italia è a immagine e somiglianza del suo allenatore: lotta, magari sbaglia, ma non si scoraggia. Le due punte: stentano un po’ a trovare l’intesa, ma poi si scatenano. Un gigante Tonali, anche quando le cose non funzionano. Bravo Politano, meno Zaccagni. E molto bene chi entra dalla panchina, risorsa fondamentale nel calcio moderno. Raspadori, un gol e due assist, ne è la riprova.
All’inizio, come detto, la partita è in salita. Gattuso sceglie una squadra votata all’attacco con Politano e Zaccagni esterni con licenza di attaccare e Dimarco sprint alla Spinazzola per trasformare il 4-4-2 in una specie di 3-2-5 che intasa gli spazi e ottiene poche soddisfazioni. Il primo tempo degli azzurri è un lungo assalto al fortino estone, rabbioso, impreciso, ansioso. La nuova Italia è volenterosa, ma non riesce a fare breccia. Sentiamo la mancanza di un regista vero, anche se sulla linea mediana Tonali è molto più a suo agio di quanto non lo sia il dispersivo Barella. Politano a destra assolve bene al proprio compito, mentre sull’altra corsia Zaccagni si accende poco perché fatica a trovare la posizione e spesso deve lasciare la corsia alle incursioni di Dimarco. Kean e Retegui, uno a fianco dell’altro, l’idea del nuovo c.t. per abbattere il muro estone, faticano a fare breccia e sono anche poco serviti. Le occasioni però non mancano. Mancano invece lucidità e precisione. Hein nel primo tempo para tutto, su Zaccagni e Dimarco nella stessa azione e al tramonto del primo tempo quando respinge l’ennesimo tiro del terzino interista e poi l’incornata di Retegui. Se a queste occasioni aggiungiamo un errore di Kean da posizione più che favorevole, viene fuori una discreta produzione offensiva. Però ci manca il colpo vincente. Servirebbe più freddezza negli ultimi sedici metri. Pazienza. Arriverà tutto nel secondo tempo. Il gol e lo sprint. Il muro estone si sgretola. L’Italia prende coraggio e fiducia, attaccando a testa bassa, consapevole che il Mondiale non si può fallire. Alla fine è un uragano azzurro. Bergamo scandisce il nome di Gattuso e canta l’Inno. L’Italia riparte. Ora non deve fermarsi.