04 Set 3 Settembre 1989 – In Polonia perdeva la vita Gaetano Scirea
Gaetano Scirea, il “libero gentiluomo” che fece la storia del calcio italiano
Figura emblematica del calcio italiano e internazionale, Gaetano Scirea resta uno dei più grandi interpreti del ruolo di libero nella storia del gioco. Nato a Cernusco sul Naviglio il 25 maggio 1953, e tragicamente scomparso il 3 settembre 1989 in un incidente stradale nei pressi di Babsk, in Polonia, Scirea ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del calcio, non solo per le sue qualità tecniche e tattiche, ma anche per il suo stile, la sua correttezza e la sua signorilità in campo.
Il campione silenzioso della Juventus
Scirea ha legato indissolubilmente il proprio nome alla Juventus, squadra nella quale ha militato dal 1974 al 1988 diventando ben presto capitano e simbolo di una delle ere più vincenti del club torinese. Con i bianconeri ha collezionato 552 presenze ufficiali, un record che per anni è rimasto ineguagliato. In maglia juventina ha conquistato sette scudetti, una Coppa Italia e tutti i principali trofei continentali, dalla Coppa dei Campioni alla Coppa UEFA, dalla Coppa delle Coppe alla Supercoppa Europea, fino alla Coppa Intercontinentale.
Insieme ad Antonio Cabrini, è stato il primo giocatore a completare il cosiddetto “Grande Slam europeo”, vincendo tutte le competizioni UEFA per club. Un traguardo che testimonia la statura internazionale di un calciatore spesso sottovalutato sul piano mediatico, ma unanimemente rispettato nell’ambiente calcistico.
La colonna della Nazionale campione del mondo
Scirea è stato anche una colonna portante della nazionale italiana, con cui ha disputato 78 partite e, sotto la guida di Enzo Bearzot, ha vinto il Campionato del Mondo del 1982 in Spagna. Insieme a compagni come Dino Zoff, Claudio Gentile e lo stesso Cabrini, ha formato una delle linee difensive più solide e spettacolari nella storia del calcio, coniugando rigore tattico e intelligenza calcistica.
Un uomo d’altri tempi
Oltre al talento, ciò che ha sempre contraddistinto Gaetano Scirea è stata la sua correttezza: mai un’espulsione in carriera, mai una parola fuori posto. Un campione silenzioso, rispettato da tutti, ammirato anche dagli avversari. La sua eleganza fuori e dentro il campo lo ha reso un modello per intere generazioni di calciatori.
La sua tragica morte, avvenuta in servizio come osservatore della Juventus in Polonia, ha privato il calcio di uno dei suoi volti più nobili. Ma il ricordo di Scirea è rimasto vivo nel tempo: nel 2011, il suo nome è stato inserito postumo nella Hall of Fame del calcio italiano, a testimonianza del suo immenso contributo allo sport.
Gaetano Scirea non è stato solo un grande difensore: è stato un esempio, un uomo di sport che ha saputo unire classe, professionalità e rispetto. Una figura che ancora oggi rappresenta il volto più pulito e nobile del calcio italiano.