10 Ago 7 Agosto 1990 – Il delitto di Via Poma, la giovane Simonetta Cesaroni trovata senza vita, a distanza di 35 anni il caso è tutt’ora irrisolto
OMICIDIO DI VIA POMA: 35 ANNI DI SILENZI, SOSPETTI E GIUSTIZIA NEGATA
Roma, 7 agosto 1990 – Una calda giornata d’estate diventa una delle pagine più oscure della cronaca nera italiana. La vittima è Simonetta Cesaroni, 20 anni appena, trovata morta in un ufficio dell’AIAG (Associazione Italiana Alberghi della Gioventù) in via Poma 2, nel quartiere Prati, accoltellata con ferocia. Oggi, a 35 anni da quel delitto, restano ancora domande senza risposta: chi ha ucciso Simonetta? E perché?
Il ritrovamento
Il corpo della giovane venne rinvenuto la sera del 7 agosto dal titolare dell’agenzia per cui lavorava, allarmato dall’assenza della ragazza. Distesa sul pavimento, Simonetta aveva subito 29 coltellate, molte delle quali inferte con precisione chirurgica. L’arma del delitto non fu mai trovata. Nessun segno di effrazione, nessun rumore sentito dai vicini. La porta era chiusa. Un delitto che sembrava studiato con attenzione maniacale.
Le indagini e i sospetti
Nel corso degli anni, le indagini hanno seguito numerose piste, ma tutte si sono rivelate vicoli ciechi. Familiari, colleghi, il portiere dello stabile, persone di passaggio: molti sono stati ascoltati, qualcuno è stato indagato, ma nessuno è mai stato condannato. Il principale imputato, Raniero Busco – fidanzato dell’epoca – venne assolto definitivamente nel 2014, dopo un lungo iter processuale che lo aveva inizialmente visto condannato in primo grado.
Manca il movente. Manca l’assassino.
Ciò che rende il caso ancor più inquietante è l’assenza di un movente chiaro. Nessun furto, nessuna prova concreta di molestie o di minacce precedenti. Un crimine che sembra essere stato compiuto nel silenzio più assoluto, con una precisione che fa pensare a un gesto pianificato. Eppure, nessuna verità è mai emersa.
Un giallo italiano ancora aperto
Dopo 35 anni, l’omicidio di Simonetta Cesaroni resta uno dei misteri irrisolti più emblematici della storia giudiziaria italiana. Il fascicolo è ancora aperto, tecnicamente “a carico di ignoti”. La famiglia, mai arresasi, continua a chiedere giustizia. L’opinione pubblica, alimentata da inchieste giornalistiche, documentari e speciali televisivi, continua a interrogarsi.
In un’Italia che ha visto risolversi casi complessi grazie a nuove tecnologie e DNA, il delitto di via Poma rappresenta una ferita ancora aperta. Un simbolo dell’impotenza della giustizia di fronte a una verità che sembra destinata a rimanere sepolta per sempre, insieme alla giovane Simonetta.