03 Ago 2 Agosto 1980 – 45 anni fa la strage di Bologna, 85 vittime
Strage di Bologna, 2 agosto 1980: la ferita ancora aperta dell’Italia
Bologna, 2 agosto 1980, ore 10:25. Una bomba ad alto potenziale esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale, causando 85 morti e oltre 200 feriti. È la strage più sanguinosa della storia repubblicana italiana in tempo di pace, un attacco terroristico che segna profondamente il cuore dell’Italia e apre uno dei capitoli più oscuri degli anni di piombo.
Il contesto
Siamo in un’Italia già attraversata da tensioni sociali e politiche, segnata da violenze di matrice sia di estrema destra che di estrema sinistra. La strategia della tensione – un disegno eversivo volto a destabilizzare il Paese per indirizzarne l’evoluzione politica – è ormai un termine tristemente noto. La bomba di Bologna non è solo un atto terroristico: è un messaggio.
L’attentato
Alle 10:25 di sabato 2 agosto, una valigia contenente un ordigno esplosivo viene fatta detonare. Il boato squarcia la stazione, distruggendo parte dell’edificio e travolgendo i viaggiatori. Le immagini delle macerie, dei soccorritori improvvisati, dei feriti trasportati a braccia fanno il giro del mondo. Il treno Ancona-Chiasso, fermo in stazione, viene investito in pieno dall’esplosione.
Le indagini e i processi
La pista che si impone fin da subito è quella neofascista. Dopo anni di inchieste, depistaggi e sentenze ribaltate, la giustizia identifica nei terroristi dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) gli esecutori materiali dell’attentato: Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e successivamente Luigi Ciavardini, tutti condannati in via definitiva. L’inchiesta si estende poi ai presunti mandanti, con l’identificazione di esponenti della loggia massonica P2 e di apparati deviati dello Stato.
Le commemorazioni
Dal 1981, ogni 2 agosto, Bologna si ferma. Le istituzioni, i cittadini, le famiglie delle vittime si riuniscono in Piazza Maggiore e sotto la targa in marmo nella sala d’aspetto ricostruita. È un momento di memoria civile e di richiesta di verità, soprattutto sulle complicità istituzionali che hanno reso possibile l’attentato e ne hanno ostacolato le indagini.
La memoria e il presente
A oltre quarant’anni di distanza, la strage di Bologna resta un monito e una ferita ancora aperta. Il desiderio di giustizia e di piena verità non si è mai spento. Non è solo un ricordo: è parte integrante della storia democratica italiana.
“La memoria è un dovere. Solo ricordando possiamo evitare che accada di nuovo.” — Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di Bologna