03 Ago 1 Agosto 1976 – Il dramma di Niki Lauda al Nürburgring
Il dramma del Nürburgring: l’incidente che cambiò la vita di Niki Lauda
Era una domenica destinata a entrare nella leggenda, ma per motivi tragici. Durante il Gran Premio di Germania sullo storico e insidioso circuito del Nürburgring Nordschleife, uno degli episodi più drammatici della storia della Formula 1 sconvolse il mondo dello sport motoristico: l’incidente di Niki Lauda.
Il pilota austriaco, all’epoca campione del mondo in carica dopo il trionfo iridato del 1975 con la Ferrari, uscì di pista al secondo giro della gara, in una delle curve più veloci e pericolose del tracciato. La sua Ferrari 312T2 colpì il guardrail, rimbalzò in mezzo alla pista e venne avvolta dalle fiamme. L’impatto fu violentissimo: Lauda perse il casco e rimase incastrato nell’abitacolo, mentre la benzina esplodeva attorno a lui.
A salvarlo fu un gruppo di colleghi e un addetto ai lavori: Arturo Merzario, Guy Edwards, Harald Ertl e Brett Lunger furono i primi a fermarsi. Rischiando la propria vita, riuscirono a estrarre Lauda dal rogo. Ma il ruolo cruciale lo ebbe anche un commissario di percorso che contribuì a domare le fiamme e favorire il soccorso tempestivo. Quando fu finalmente liberato, Niki Lauda era gravemente ustionato al volto, con danni ai polmoni dovuti all’inalazione di gas tossici. In ospedale, le sue condizioni furono giudicate disperate; ricevette addirittura l’estrema unzione.
Eppure, in uno dei ritorni più incredibili nella storia dello sport, Lauda tornò in pista appena 42 giorni dopo, con il volto ancora segnato dalle ustioni. Non vinse il mondiale di quell’anno, che andò a James Hunt, ma la sua impresa diventò il simbolo di una volontà di ferro. Tornò a vincere i titoli mondiali nel 1977 e poi, clamorosamente, nel 1984 con la McLaren, chiudendo la carriera con tre campionati del mondo.
Niki Lauda è morto il 20 maggio 2019 a Zurigo, all’età di 70 anni. Uomo schietto, imprenditore capace (fondò tre compagnie aeree), icona di tenacia e lucidità, Lauda ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della Formula 1. L’incidente del Nürburgring, lungi dal distruggerlo, ne ha consacrato il coraggio e l’eredità umana e sportiva.
Un pilota. Un sopravvissuto. Una leggenda.