21 Lug 21 Luglio 1979 – 46 anni fa l’omicido di Boris Giuliano (Capo della Mobile di Palermo)
46 anni fa l’omicidio di Boris Giuliano, il superpoliziotto che sfidò Cosa nostra…
PALERMO, 21 LUGLIO 1979 – Una città ferita e un Paese scosso. Alle prime ore del mattino, la mafia ha colpito ancora, portando via uno dei suoi più temuti e rispettati avversari. Boris Giuliano, capo della Squadra Mobile di Palermo, è stato assassinato barbaramente all’interno del bar Lux, in via Di Blasi, mentre stava facendo colazione. Aveva 49 anni.
Secondo quanto ricostruito, Giuliano era entrato nel bar, come di consueto, intorno alle 8:00. Poco dopo, un killer solitario — identificato successivamente come Leoluca Bagarella, esponente di spicco della famiglia corleonese — lo ha raggiunto alle spalle e gli ha sparato sette colpi di pistola, uccidendolo sul colpo.
L’agguato porta la firma della mafia corleonese, in quel momento in rapida ascesa e pronta a colpire chiunque ostacolasse la sua egemonia sul territorio. Giuliano era considerato uno dei poliziotti più preparati e integri della Polizia italiana. Aveva avviato indagini fondamentali sul traffico internazionale di droga e sui legami tra la mafia siciliana e gli Stati Uniti. Si era distinto per un metodo investigativo moderno e meticoloso, collaborando strettamente con magistrati e forze dell’ordine anche fuori dalla Sicilia.
La sua morte segna una tragica tappa nella lunga scia di sangue che la mafia ha lasciato nella Palermo degli anni ’70. Ma segna anche l’inizio simbolico di una nuova fase della lotta alla criminalità organizzata: quella che di lì a pochi anni vedrà l’emergere del pool antimafia e la figura di magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, amici e colleghi dello stesso Giuliano.
Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini ha espresso profondo cordoglio, definendo Giuliano “un servitore dello Stato caduto per la giustizia”. A Palermo, la commozione è palpabile. Il funerale, che si svolgerà nei prossimi giorni, si preannuncia come un momento di forte impatto civile, in una città ancora sconvolta da un delitto che ha il sapore di una dichiarazione di guerra.
La mafia ha colpito un uomo, ma non potrà spegnere la sete di verità e giustizia che Boris Giuliano ha incarnato fino all’ultimo respiro.