17 Luglio 1994 – Il Brasile è Campione del Mondo per la quarta volta

17 Luglio 1994 – Il Brasile è Campione del Mondo per la quarta volta

PADADENA, 17 luglio 1994 — Il Brasile è campione del mondo per la quarta volta.

Nella cornice assolata del Rose Bowl di Pasadena, davanti a quasi 95.000 spettatori, la Seleção ha scritto una nuova pagina della sua leggenda calcistica, battendo l’Italia ai calci di rigore (3-2) dopo 120 minuti senza reti. Una finale tesa, nervosa, più segnata dalla paura di perdere che dalla voglia di osare. Ma al termine della lotteria dei rigori, è il Brasile a sollevare la Coppa del Mondo.

Un finale drammatico: i rigori

Il destino della coppa si è deciso dagli undici metri. Per il Brasile sono andati a segno Márcio Santos (parato), Romário, Branco e Dunga. Clamoroso, invece, l’errore decisivo dell’Italia: dopo le reti di Albertini e Evani e gli errori di Baresi e Massaro, Roberto Baggio, simbolo e trascinatore degli Azzurri in quel torneo, ha calciato alto l’ultimo rigore. L’immagine di Baggio a capo chino, solo al centro del campo, è diventata istantaneamente un’icona della sconfitta.

Il Brasile della solidità e della concretezza

È stato un Brasile diverso da quello sognante e fantasioso delle edizioni passate. Il CT Carlos Alberto Parreira ha costruito una squadra solida, organizzata, capace di soffrire e chiudere gli spazi. La coppia d’attacco formata da Romário e Bebeto ha garantito qualità e fantasia nei momenti chiave del torneo. E dietro, il carisma di Dunga, capitano pragmatico e combattente, ha incarnato lo spirito di un gruppo unito e determinato.

L’Italia di Sacchi: cuore e rimpianti

L’Italia di Arrigo Sacchi, partita tra mille polemiche e incertezze, aveva trovato il suo uomo simbolo in Roberto Baggio, autore di cinque gol nelle fasi a eliminazione diretta. Ma nella finale, complice anche un infortunio, il “Divin Codino” non è riuscito a incidere. Gli Azzurri hanno giocato con grande cuore, ma con poca lucidità. L’infortunio di Baresi, poi rientrato eroicamente in finale, e la stanchezza accumulata nel corso del torneo si sono fatte sentire.

La storia sorride al Brasile

Con questa vittoria, il Brasile torna sul tetto del mondo dopo 24 anni, e rompe un digiuno che durava dal lontano 1970, quando Pelé guidò la Seleção al trionfo in Messico. Ora, con cinque titoli mondiali (1958, 1962, 1970, 1994 e poi 2002), il Brasile diventa il paese più titolato della storia del calcio, consacrando una tradizione che unisce talento, passione e identità nazionale.

Il 17 luglio 1994 rimarrà una data storica: una finale senza gol, ma carica di emozioni, che ha consegnato alla storia il Brasile pentacampeão e ha lasciato all’Italia l’amaro sapore di un sogno sfiorato.

 

 

 



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