18 Lug 17 Luglio 1994 – A Pasadena secondi a nessuno, campioni per sempre grazie ragazzi
Domenica 17 luglio 1994 sotto forma di rigori il Brasile ci nega il primato mondiale, eroici senza tempo i nostri ragazzi!!
USA ’94: L’epopea azzurra sotto il sole d’America
Estate 1994. L’Italia calcistica sbarca negli Stati Uniti tra dubbi, pressioni e speranze. Il Mondiale americano, il primo giocato su suolo nordamericano, si presenta come un torneo atipico: caldo torrido, stadi immensi, pubblico più curioso che appassionato. Per la Nazionale di Arrigo Sacchi, reduce da un biennio altalenante, l’obiettivo è chiaro ma ambizioso: tornare sul tetto del mondo dopo 12 anni.
L’inizio difficile: paura e polemiche
Gli Azzurri aprono il torneo il 18 giugno al Giants Stadium di East Rutherford, contro l’Irlanda di Jack Charlton. È subito shock: un gol di Ray Houghton dopo appena 11 minuti gela gli italiani. Finisce 1-0 per gli irlandesi, e piovono critiche. Sacchi viene messo in discussione, e si parla già di crisi. La seconda gara contro la Norvegia è ancora più drammatica: al 21’ Gianluca Pagliuca viene espulso, e Roberto Baggio – il “Divin Codino” – viene incredibilmente sostituito per fare spazio al secondo portiere Marchegiani. Basterà un gol di Dino Baggio per portare a casa una vittoria tanto sofferta quanto cruciale.
Il pareggio contro il Messico (1-1) nell’ultima gara del girone qualifica l’Italia agli ottavi come una delle migliori terze. Non è brillante, non è dominante, ma è ancora viva.
La svolta: nasce il mito di Baggio
È dagli ottavi che comincia una nuova avventura. Contro la Nigeria a Boston, gli Azzurri sono a un passo dal baratro: sotto 1-0, in dieci uomini, tutto sembra finito. Ma all’88’ Roberto Baggio si accende: pareggia con freddezza e poi, nei supplementari, trasforma il rigore che vale i quarti. È la rinascita di un fuoriclasse e dell’intera squadra.
Ai quarti, a Boston, l’Italia affronta la Spagna. È battaglia vera, ma ancora una volta è Baggio-show: il suo gol all’88’, dopo uno stop perfetto e un dribbling sul portiere, vale la semifinale. L’Italia ritrova gioco, fiducia e identità.
Contro la Bulgaria in semifinale, allo stadio Giants di New York, Roberto Baggio è inarrestabile: doppietta nel primo tempo e 2-1 finale. L’Italia è in finale, 12 anni dopo l’epopea di Spagna ’82.
Il grande rimpianto: la finale di Pasadena
17 luglio 1994, Rose Bowl di Pasadena. Italia-Brasile, una classica del calcio mondiale. È la prima finale della storia dei Mondiali decisa ai rigori, dopo 120 minuti di gioco bloccato e senza reti, complice il caldo opprimente e la stanchezza. E proprio dagli undici metri si consuma la tragedia sportiva: sbagliano Baresi, Massaro e, soprattutto, Roberto Baggio. Quel pallone calciato alto sopra la traversa è l’immagine che resterà nella memoria collettiva.
Il bilancio
USA ’94 si chiude con l’amaro in bocca. Ma l’Italia, dopo un avvio disastroso, ha saputo rialzarsi, trovare un leader carismatico in Roberto Baggio e riaccendere la passione dei tifosi. È stato un viaggio epico, fatto di sofferenze, colpi di genio e grandi emozioni.
Sacchi chiuderà il ciclo poco dopo. Baggio, seppur sconfitto, entrerà nel mito. E quella maglia azzurra, tra le stelle e le strade d’America, ha scritto una delle pagine più intense e drammatiche della sua storia….