16 Lug 13 Luglio 1994 – A New York una straordinaria doppietta si Roby Baggio ci apre le porte alla finale Mondiale
Giants Stadium, New York – 13 luglio 199
Nella torrida estate americana, il sogno azzurro prende corpo grazie al genio di uno dei più grandi fuoriclasse della storia del calcio italiano. È il 13 luglio 1994, semifinale del Campionato del Mondo, e l’Italia di Arrigo Sacchi si gioca l’accesso alla sua quinta finale iridata contro la Bulgaria di Hristo Stoichkov. Teatro dell’evento: il Giants Stadium di East Rutherford, alle porte di New York.
A rubare la scena, ancora una volta, è Roberto Baggio, l’uomo che più di ogni altro sta trascinando gli Azzurri in questo Mondiale carico di pathos e speranza. La partita si chiude 2-1 per l’Italia, con una storica doppietta del “Divin Codino”, che entra di diritto nella leggenda.
LA CRONACA
L’Italia parte forte, consapevole dell’occasione storica. Dopo appena 21 minuti, ecco il primo lampo: Baggio controlla con eleganza e con un tocco morbido trafigge il portiere búlgaro Mikhailov. È l’1-0, ed è poesia calcistica.
Passano appena sei minuti e arriva il raddoppio. Albertini lancia in profondità, ancora lui, Baggio, al termine di un’azione di grande intelligenza, trova l’angolo giusto con un destro preciso. Doppietta personale e settimo gol nel torneo: è il momento più alto del suo Mondiale.
La Bulgaria non ci sta e reagisce con orgoglio. Al 44’, Stoichkov, capocannoniere del torneo, accorcia le distanze su calcio di rigore. Ma nella ripresa, nonostante la pressione bulgara, l’Italia resiste con grinta e cuore. Baresi e Maldini guidano una difesa stoica, Pagliuca è attento, e la squadra regge fino al triplice fischio.
BAGGIO LEGGENDARIO
Con questa doppietta, Roberto Baggio sale a 5 gol consecutivi nelle fasi a eliminazione diretta, un’impresa mai riuscita a un giocatore italiano prima di allora. Le sue reti contro Nigeria, Spagna e ora Bulgaria portano l’Italia in finale, 12 anni dopo quella di Madrid ’82.
“È un sogno che si realizza. Ma non è finita”, dichiarerà a caldo il numero 10, ancora inconsapevole di come, pochi giorni dopo, il destino gli presenterà il conto più amaro sul dischetto di Pasadena.
L’ITALIA VOLTA PAGINA
Con questa vittoria, l’Italia conquista la quinta finale della sua storia in Coppa del Mondo, dopo quelle del 1934, 1938, 1970 e 1982. Un traguardo che conferma la tradizione e il peso storico della Nazionale azzurra nel panorama calcistico mondiale.
Ma quella notte del 13 luglio, al di là del risultato, resta impressa nella memoria per l’estro, il coraggio e la classe cristallina di Roberto Baggio. Una prestazione che va oltre il calcio e si trasforma in mito.
“Un genio con la maglia azzurra sulle spalle e il destino nei piedi” – così i tifosi italiani ricorderanno per sempre quella semifinale. Un Baggio che non ha solo giocato: ha incantato.