La sera del 7 maggio del 1986 a Siviglia va di scena la finale della 31°edizione della Coppa dei Campioni tra i favoritissimi padroni di casa (o quasi) del Barcellona e i rumeni della Steaua Bucarest…

La Steaua Bucarest du Emerich Jenei esordì contro i danesi del Vejle che sconfissero con un risultato aggregato di 5-2. Agli ottavi di finale gli ungheresi dell’Honved si espressero al meglio a Budapest vincendo 1-0, ma nella gara di ritorno in Romania furono travolti 4-1. Ai quarti la squadra rumena faticò più del previsto contro i modesti finlandesi del Kuusysi,  avendo la meglio solo nella gara di ritorno vincendo 1-0. In semifinale la Steaua affrontò i belgi dell’Anderlecht che vinsero per 1-0 l’andata a Bruxelles, ma poi furono sconfitti a Bucarest con un secco 3-0. La Steaua poté così festeggiare la prima storica qualificazione a una finale di Coppa dei Campioni.

Il Barcellona di Terry Venables iniziò il cammino europeo contro i cecoslovacchi dello Sparta Praga,  battendoli 2-1 in trasferta e perdendo 1-0 in casa; si qualificò così al turno successivo grazie alla regola dei gol fuori casa. Agli ottavi i lusitani del Porto furono battuti 2-0 al Camp Nou e, sebbene avessero vinto la gara di ritorno 3-1, non si qualificarono per via della citata regola delle reti in trasferta. Ai quarti di finale il Barça incontrò i campioni in carica della Juventus, battuti con un risultato aggregato di 2-1. In semifinale gli svedesi dell’IFK Goteborg vinsero l’andata 3-0 e persero il ritorno col medesimo risultato, furono dunque necessari i tiri di rigore per sancire la finalista: il Barcellona si impose 5-4.

Sebbene il cammino delle due squadre abbia visto la Steaua faticare meno rispetto al Barcellona, sono comunque i catalani quelli più accreditati per la vittoria finale. I rumeni hanno un gioco attendista e ostruzionistico, che mira a rompere le trame avversarie per ripartire con veloci contrattacchi, mentre il Barça non riesce a trovare gli spunti dei suoi uomini migliori, come Bernd Schuster che è in piena crisi. Contro un Barcellona così sterile la Steaua raggiunge il suo obiettivo: portare la gara ai rigori. Dal dischetto, più che i tiratori, salgono in cattedra i portieri. Helmuth Duckadam  per i rumeni e Javier Urruticoechea per gli azulgrana parano le prime due conclusioni delle squadre, bloccando il risultato sullo 0-0 dopo ben 4 tiri. Al terzo tentativo Marius Lacatus porta in vantaggio la squadra di Bucarest, mentre Pichi Alonso  viene neutralizzato ancora dal portiere rumeno. Gavril Balint  realizza ancora e quando Duckadam para anche il quarto rigore, non solo regala la Coppa dei Campioni alla propria squadra, ma si guadagna l’appellativo di “Eroe di Siviglia” e verrà nominato calciatore rumeno dell’anno. Si è trattato della prima finale terminata a reti inviolate nella storia della competizione, e della prima e unica coppa vinta da una squadra rumena.

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