Marco Van Basten

Marco Van Basten
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Career

Overview

Marcel van Basten, detto Marco (pronuncia[?·info]; Utrecht, 31 ottobre 1964), è un allenatore di calcio ed ex calciatore olandese, di ruolo attaccante, vice allenatore della nazionale olandese.

Considerato fra i giocatori più forti della storia del calcio,[4][5][6][7] ha segnato 303 gol in carriera (277 con le squadre di club, 24 con la Nazionale olandese e 2 con la Nazionale Under-20),[8] conclusasi prematuramente a soli 28 anni per via di alcuni infortuni, anche se ufficialmente l’annuncio fu dato nel 1995 all’età di 30 anni.[1]Molti lo considerano il miglior calciatore nella storia del Milan, di cui fu l’autentico emblema ai tempi di Arrigo Sacchi nel famoso trio olandese assieme a Ruud Gullit e Frank Rijkaard.

Campione d’Europa con i Paesi Bassi nel 1988, torneo in cui fu anche capocannoniere, van Basten è assieme a Johan Cruijff e Michel Platini il calciatore che ha vinto più Palloni d’oro nella storia di questo sport: tre (1988,1989 e 1992).[9] Fu eletto FIFA World Player nel 1992 e occupa la 9ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da World Soccer[10] e la 12ª posizione nell’omonima classifica stilata dall’IFFHS.[11]

È stato il primo dei dieci calciatori a segnare una quaterna in una sola partita di Champions League.

 

« Non ho mai visto un giocatore più elegante di Van Basten. Una macchina da gol che si è rotta quando stava per diventare il migliore di tutti. »
(Diego Armando Maradona[3])

 

 

Biografia

Dalla convivente Liesabeth, ha avuto due figlie, Rebecca e Angela. Pratica il golf come hobby.[12]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

« Il più raffinato ed elegante centravanti del calcio moderno, l’unico che sapesse danzare sulle punte di un fisico ciclopico. »
(Emanuele Gamba su la Repubblica[13])

Centravanti di tecnica eccezionale e, nonostante la statura elevata e il fisico imponente,[14] notevole eleganza[13] e rapidità nei movimenti,[7][15][16][17] per la quale era soprannominato “il cigno di Utrecht“,[18] coniugava la grazia del trequartista con la concretezza del vero cannoniere.[14][19][20] Abile con entrambi i piedi,[14][21] in possesso di un tiro potente e preciso sia in corsa sia da fermo,[14] concreto anche nel gioco aereo e nelle acrobazie,[22] mostrava un insieme di caratteristiche per le quali è ritenuto uno tra i più forti e completi attaccanti di sempre.[14][15][20][23] La sua grande intelligenza tattica[14] e la sua visione di gioco lo rendevano capace di agire anche lontano dall’area di rigore[19] o dando le spalle alla porta avversaria,[6] rendendolo anche un preziosissimo uomo-assist.[14][17][23]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Comincia a giocare a calcio a sei anni quando il padre Joop, ex calciatore e campione dei Paesi Bassi nel 1958, lo affida ai tecnici delle squadre di Utrecht, prima l’EDO (1970-1971),[24] poi l’UVV (1971-1980) ed infine l’Elinkwijk 1980-1981).[25][26] A 12 anni Leo Beenhakker cerca invano di ingaggiarlo nel Feyenoord.[26]

Nel 1981 passa all’Ajax di Johan Cruijff. Un anno dopo, aprile 1982, debutta con la Nazionale under 18 olandese al torneo Juniores di Cannes, segnando tre gol all’Italia nella finale per il terzo posto[27].

1981-1987: le stagioni all’Ajax e l’affermazione definitiva[modifica | modifica wikitesto]

van Basten all’Ajax solleva la KNVB beker del1986-1987

Nell’Ajax esordisce in prima squadra il 3 aprile 1982, a 17 anni e mezzo, contro il NEC Nijmegen: van Basten entra in campo proprio al posto di Cruijff e riesce a segnare un gol al suo esordio con i lancieri.[14]

Nei due anni successivi van Basten passa dai 9 gol in 20 partite del 19821983 ai 28 gol in 26 partite nella stagione 1983-1984 nella quale è capocannoniere. La stagione seguente l’Ajax è di nuovo campione dei Paesi Bassi e van Basten di nuovo miglior marcatore con 22 gol.

Nella stagione 1985-1986 con 37 gol in 26 partite, si laurea per la terza volta capocannoniere, vincendo la Scarpa d’oro e contribuendo al successo dei lancieri in KNVB beker. Il 1986, tuttavia, segna anche l’inizio dei suoi guai fisici: è colpito da epatite virale e deve fermarsi tre mesi; a dicembre, nel corso di Groningen-Ajax, si infortuna alla caviglia destra dopo un contrasto con un avversario. Continua a giocare ma alla fine deve farsi operare in Svizzera. Torna in campo 3 mesi più tardi, nella finale di Coppa delle Coppe tra Ajax e Lokomotive Lipsia (1-0), in cui segna di testa il gol decisivo al 21′[28] e chiude il campionato ancora capocannoniere.

1987-1988: l’arrivo al Milan, l’infortunio e lo scudetto[modifica | modifica wikitesto]

Marco van Basten arriva nell’estate del 1987 al Milan, che lo ingaggia a parametro UEFA, pagando 2 milioni di franchi svizzeri,[29] circa 1,75 miliardi di lire.[14] In rossonero si presenta subito al suo nuovo pubblico segnando nella prima partita in Coppa Italia contro il Bari. Segna anche nel debutto in campionato a Pisa, ma arriva anche il primo stop: l’altra caviglia inizia a dargli problemi dopo il match diCoppa UEFA contro l’Espanyol. Si opera nuovamente e resta inattivo 6 mesi. Quando torna in campo, il Milan è alla rincorsa del Napoli, e segna i gol decisivi contro l’Empoli a San Siro e contro la squadra di Maradona, nella decisiva gara giocata e vinta al San Paolo,[14] con cui il Milan vince loscudetto.

1988-1991: le vittorie internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Il trio olandese dei rossoneri a cavallo degli anni ottanta e novanta, formato daFrank Rijkaard, van Basten e Ruud Gullit.

La stagione 1988-1989 vede il ritorno del Milan in Coppa Campioni dopo 9 anni: van Basten segna 32 gol (19 in Serie A, 9 in Coppa Campioni, 3 in Coppa Italia e 1 in Supercoppa italiana) e conquista il Pallone d’oro 1989. Nella Coppa Campioni segna 10 reti,[30] tra cui quelle in semifinale con colpo di testa in tuffo contro il Real Madrid nell’1-1 dell’andata a Madrid, quella del 5-0 del ritorno al Meazza e la doppietta nella vittoriosa finale contro la Steaua Bucarest.[14] A novembre un suo gol al Barcellona nella finale di andata contribuisce alla conquista della Supercoppa europea. A dicembre, subito dopo la conquista della Coppa Intercontinentale, van Basten vince il secondo Pallone d’oro consecutivo, affiancando nell’albo d’oro del trofeo campioni come Franz Beckenbauer e Kevin Keegan.

All’inizio della successiva stagione, van Basten viene di nuovo operato, stavolta al menisco: rientrerà oltre 2 mesi dopo. In campionato, vinto al fotofinish dal Napoli, segna ancora 19 gol, che gli valgono il primo titolo di capocannoniere in Italia. Con il Milan raggiunge ancora la finale di Coppa dei Campioni, segnando i gol che risultano decisivi contro Real Madrid,Mechelen e Bayern Monaco, che il Milan vince il 23 maggio contro il Benfica al Prater di Vienna (1-0). Sua l’apertura di prima intenzione che libera Frank Rijkaard e gli consente di segnare il gol decisivo.[14]

Marco van Basten in azione con la maglia del Milan

Nel 1990-1991 il Milan conquista ancora la Supercoppa europea e l’Intercontinentale, contro i paraguaiani dell’Olimpia Asunción. ATokyo van Basten non segna ma contribuisce comunque alla realizzazione del secondo e al terzo gol.[31] A fine stagione, però, il ciclo di Sacchi al Milan come allenatore è giunto al capolinea, vista la convivenza che era sembrata diventare impossibile tra i due[14] (si parla anche di uno scontro tra Sacchi e van Basten).[32]

1991-1993: il nuovo intervento e la finale di Champions League[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1991-1992 a Sacchi subentra Fabio Capello: van Basten ottiene nuovamente il titolo di capocannoniere con 25 gol (tra cui quello nel derby, le triplette con Foggia, Cagliari e Atalanta, quest’ultima nell’arco di 6 minuti).

Nel 1992-1993 segna quattro gol al San Paolo di Napoli l’8 novembre 1992 in campionato: il Milan vince 5-1. Sempre nel novembre 1992 van Basten si ripete in Champions League, dove segna 4 gol nella gara contro il Göteborg. Pochi giorni dopo gli verrà consegnato il Pallone d’oro, il terzo della sua carriera: l’impresa è riuscita in precedenza soltanto a Johan Cruijff e Michel Platini.

A dicembre, il giorno seguente alla consegna del Pallone d’oro, van Basten decide di recarsi a St. Moritz per farsi operare alla caviglia: la prognosi è di due-tre mesi[33] ma resta fermo per circa quattro mesi, rientrando a fine aprile nella trasferta di Udine.[34] ma resta fermo per circa quattro mesi, rientrando a fine aprile nella trasferta di Udine.[35] Una settimana dopo, in Ancona-Milan, segna l’ultimo gol della sua carriera, ad Alessandro Nista, proprio lo stesso portiere cui aveva segnato il suo primo gol in Serie A il 13 settembre 1987, per poi disputare, il 16 maggio 1993, contro la Roma, l’ultima partita di campionato. Viene tenuto a riposo in vista della finale di Champions League contro l’Olympique Marsiglia, vinta dai francesi con un gol di Basile Boli, nella quale van Basten scende in campo nonostante la caviglia ancora dolorante.

1993-1995: l’ultima operazione e il ritiro[modifica | modifica wikitesto]
« Il lutto per il suo ritiro anticipato non si è estinto e mai si estinguerà. »
(Carmelo Bene, cit. in Canto del Cigno di Andrea Scanzi, Limina, 2004[36])

Nel giugno del 1993, van Basten si sottopone al quarto intervento chirurgico alla caviglia: da qui in poi trascorrono due anni nel tentativo di recuperare l’efficienza fisica. Si riaggrega ai compagni due anni dopo per la preparazione estiva dell’estate del 1995, ma pochi giorni dopo prende la decisione di ritirarsi definitivamente, a soli 30 anni, dall’attività agonistica. Il giorno dopo il suo ritiro, La Gazzetta dello Sport commenta la notizia titolando “Dove troveremo un altro come lui?”, mentre l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani commenta così: «Il calcio perde il suo Leonardo da Vinci».

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Durante i festeggiamenti per il centenario del Milan nel dicembre 1999, van Basten è stato eletto “attaccante milanista del secolo”.[37]

Il 15 marzo 2006 ha partecipato alla partita di addio al calcio del suo amico e compagno di squadra Demetrio Albertini contro il Barcellona. Sceso in campo all’inizio dell’incontro per pochi minuti, ha segnato il gol del momentaneo 2-0 di testa in tuffo, dimostrando, a dispetto degli acciacchi fisici, la sua ottima tecnica e il suo senso del gol.[38]

Nel 2008 van Basten ha raggiunto un accordo con l’Agenzia delle entrate italiana pagando 7,2 milioni di euro per chiudere un contenzioso riguardante una sua evasione fiscale avvenuta nel 1997 riguardo alcune sponsorizzazioni utilizzanti la sua immagine.[4][39]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

van Basten, con la maglia dei Paesi Bassi, in azione contro la difesa della Germania Ovest durante i Mondiali 1990.

Marco van Basten con la Nazionale maggiore olandese ha disputato 58 partite segnando 24 gol.

Ha debuttato in una partita di qualificazione all’Europeo 1984 contro l’Islanda il 7 settembre 1983. È riuscito a segnare 5 gol in una sola partita con la maglia della Nazionale, nella partita di qualificazione agli Europei 1992 Malta-Paesi Bassi 0-8.

Con la Nazionale olandese ha vinto gli europei del 1988 assieme ai compagni del Milan Ruud Gullit e Frank Rijkaard, aggiudicandosi anche la classifica marcatori con 5 gol all’attivo: memorabile il suo gol segnato a Dasaev (URSS) in finale, premiato come secondo gol più bello della storia del calcio da Worldsoccer.[40]

Nel 1994 tentò di rientrare in Nazionale in occasione del mondiale americano, negoziando col CT Advocaat un impiego limitato. In seguito alle sue ancora precarie condizioni fisiche preferì rinunciare.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

L’11 maggio 2003 ha iniziato la sua avventura da allenatore con lo Jong Ajax.[41] Il 29 luglio 2004 è stato nominato dalla KNVB commissario tecnico dell’Nazionale olandese.[42] Come CT dei “tulipani” ha preso parte ai Mondiali tedeschi del 2006: seconda nel girone C con 7 punti (alle spalle dell’Argentina), i Paesi Bassi sono stati eliminati agli ottavi di finale per 1-0 dal Portogallo.

Resta alla guida della Nazionale anche nel biennio successivo e centra la qualificazione per gli Europei del 2008, in cui la Nazionale olandese viene inserita in un girone “di ferro” con Italia, Francia e Romania. Alla prima partita, i Paesi Bassi battono i campioni del mondo dell’Italia per 3 reti a 0, con i gol di van Nistelrooij,Sneijder e van Bronckhorst. Nella seconda giornata i Paesi Bassi liquidano la Francia con una secco 4-1: le reti sono siglate da Kuijt, van Persie, Robben e Sneijder, centrando così dopo solo due partite la qualificazione ai quarti di finale. Nella terza giornata infine batte 2-0 la Romania con le reti di Huntelaar e van Persie, qualificandosi a punteggio pieno nel girone. Nei quarti di finale affronta la Russia che vince la partita per 3-1 dopo i tempi supplementari, estromettendo così i Paesi Bassi dalla competizione.

Nel giugno 2008, al termine dell’Europeo, ha lasciato la Nazionale Oranje per allenare l’Ajax,[8] con cui aveva già firmato un contratto quadriennale nel febbraio precedente.[43][44] Si è dimesso il 6 maggio 2009, dopo aver fallito la qualificazione alla UEFA Champions League.[45]

Il 13 febbraio 2012 ha firmato un contratto biennale con l’Heerenveen valido a partire dalla stagione 2012-2013[46][47] con un ingaggio da 400.000 euro a stagione più un bonus di 6.000 a vittoria.[48] Conquista un 8° e un 5º posto in Eredivisie perdendo due semifinali play-off per l’accesso all’Europa league.

Il 18 aprile 2014 l’AZ Alkmaar ha comunicato, tramite il proprio sito, l’esistenza di un accordo verbale per l’ingaggio di van Basten come allenatore, con un contratto biennale.[49] L’accordo è stato formalizzato un mese più tardi, il 20 maggio.[50] Il 28 agosto da le dimissioni temporanei per problemi cardiaci.[51] Il 3 settembre l’AZcomunica che Marco dovrà restare a riposo fino al 14 settembre, venendo sostituito dal suo vice Alex Pastoor e dal suo collaboratore Dennis Haar.[52] Il 16 settembre viene annunciato la decisione di passare nel ruolo di vice allenatore di John van den Brom: “Troppo forte lo stress nel ruolo del mister, fare l’allenatore mi ha sempre più spesso causato problemi fisici e mentali, preferisco un ruolo più in ombra”.[53][54]

Il 9 luglio 2015 la federazione olandese ufficializza il rientro nello staff tecnico del “Cigno di Utrecht” come vice del nuovo CT Danny Blind a partire dal 1º agosto affiancato da Ruud van Nistelrooij, decidendo inoltre di rescindere con l’AZ Alkmaar.[55]

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