Sassuolo

Sassuolo

Fondato nel

1920

Presidente

Giorgio Squinzi

Allenatore

Eusebio Di Francesco

Stadio

Mapei Stadium-Città del Tricolore(23.717 spettatori)

Club History

L’Unione Sportiva Sassuolo Calcio, nota più semplicemente come Sassuolo, è una società calcisticaitaliana con sede nella città di Sassuolo, in provincia di Modena.[1]

Costituita nel 1920,[2] dalla stagione sportiva 2013-14 milita in Serie A. I suoi colori sociali sono il nero e ilverde, da cui il soprannome di neroverdi;[1] altro soprannome noto del club è Sasòl (“Sassuolo” in dialetto emiliano). Dopo aver usufruito per decenni dello stadio Enzo Ricci di Sassuolo, e aver poi brevemente giocato sul manto dello stadio Alberto Braglia di Modena, dal 2013 i neroverdi disputano le loro partite casalinghe alMapei Stadium di Reggio nell’Emilia.

Il Sassuolo si trova al 54º posto della classifica perpetua della Serie A dal 1929, che tiene conto di tutte le squadre che hanno militato almeno una volta nella massima serie. È entrato nel ristretto gruppo di squadre, non appartenenti a città capoluogo di provincia — che comprende anche il Lecco,[3] l’Empoli, il Carpi, ilCesena,[4] il Legnano, la Pro Patria di Busto Arsizio e il Casale di Casale Monferrato —, capaci di raggiungere la massima categoria calcistica italiana a girone unico.[5]

Ha disputato 3 campionati di Serie A, 5 di Serie B, 2 di Serie C1 e 14 di Serie C2. La società fu promossa per la prima volta in massima serie nel 2013, mentre il miglior piazzamento ottenuto in Serie A è il 12º posto della stagione 2014-15. Nella sua storia, il Sassuolo ha vinto un campionato di Serie B, uno di C1 e unaSupercoppa di Serie C1.

Storia

Dagli inizi agli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

La società sassolese, istituita nel 1920, si affiliò alla Federazione Italiana Giuoco Calcio il 17 luglio dello stesso anno,[2] e utilizzava in principio gli stessi colori dello stemma comunale, ovvero il giallo e il rosso. La squadra partecipò per molti anni ai tornei dilettantistici emiliani dove nacquero molte rivalità, Carpi, Roteglia, Vignola,Guastalla, Mirandolese e Baracca Lugo quelle principali.

Il primo risultato significativo la squadra lo ottenne nel campionato 1968-1969 quando partecipa al campionato di Serie D, girone B, con squadre lombarde e altre formazioni emiliane (tra le quali Carpi e Mirandolese). Al termine della stagione arriva la salvezza. L’annata successiva in un girone simile, con l’inserimento dellaParmense, della Cremonese e della Gallaratese, la squadra si piazza a centro classifica con 33 punti. Dalla stagione 1970-71 sempre in Serie D gli emiliani si presentano con i colori neroverdi e la denominazione di Football Club Sassuolo; la sede è in via Mazzini, presso il campo comunale, al tempo formato da una sola tribuna in legno. Presidente è Primo Costi con allenatore Angelo Ottani, che porta il club a una salvezza sofferta sempre nel girone B; 2 punti di vantaggio sui rivali di sempre del Carpi che retrocedono. Nel campionato 1971-1972 il sodalizio emiliano cambia ancora nome e diventa Football Club Sassuolo Sportiva, mantenendo i colori sociali neroverdi, sempre con Costi alla presidenza, mentre Angelo Ottani in panchina dura solo cinque giornate, sostituito da Augusto Vaccari. Nel campionato di 1972-1973, inserito ancora nel girone B, troviamo due squadre sassolesi, il San Giorgio Sassuolo che fino ad allora svolgeva attività minore (nota localmente come Giofil), dai colori viola e nero, che si piazzerà al 14º posto, e la Sassuolo Sportiva classificatasi ultima e quindi retrocessa con Cisanese e Guastalla.

Nell’estate del 1973, sotto la guida del presidente Cantelli, la Giofil e la Sassuolo Sportiva decidono di dare vita a un sodalizio comune: le due squadre si fondono, dando vita a una nuova società che prende la denominazione di Sassolese, con maglia a strisce verticali rosse e blu, e pantaloncini bianchi, probabilmente in onore del Bologna da cui arriva anche l’allenatore, una gloria del calcio nazionale come Ezio Pascutti, che da poco aveva smesso di giocari, proprio coi felsinei. La compagine, inserita nel girone D della Serie D, si piazza al 9º posto in un campionato vinto dai rivali di sempre del Carpi.

Nell’estate del 1974, la Sassolese diventa Unione Sportiva Sassuolo Calcio, sempre con maglia rossoblù e calzoncini bianchi. Il sodalizio ha inizialmente sede aFiorano Modenese, così come anche il campo da gioco è situato nella vicina cittadina. Presidente è Carlo Alberto Giovanardi mentre allenatore è sempre l’exbomber del Bologna. I sassolesi raggiungono così un buon 7º posto, a pari punti (36) con la Maceratese. Nell’annata seguente (1975-1976) in panchina non troviamo più Pascutti, ma il ritorno di Angelo Ottani con Igino Guazzi alla presidenza. Stagione certo non fortunata che si conclude con il ritorno nei campionati dilettantistici, dopo un arrivo a pari punti con Boca San Lazzaro di Savena e Baracca Lugo, che vede questi ultimi salvarsi per la miglior differenza reti. Nel campionato 1977-1978, stagione dell’ultima riforma dei campionati, gli emiliani che hanno cambiato ancora presidenza e guida tecnica, sono sempre nel girone D, con formazioni marchigiane, romagnole ed emiliane. Salvezza di un soffio con un solo punto di vantaggio sul quartetto delle retrocesse. Nuova stagione sportiva (1978-1979) e nuovo staff con Gilberto Prati alla presidenza che riporta alla guida tecnica Augusto Vaccari. Cambio anche nella tenuta da gioco, con i pantaloncini che diventano blu.

Cambiamenti che non giovano, infatti il club retrocede mestamente con soli 17 punti conquistati.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

La rosa del Sassuolo 1983-1984, vincitore delCampionato Interregionale e promosso per la prima volta assoluta nel calcio professionistico, in Serie C2.

Il Sassuolo si ripresenta al campionato di Interregionale al via della stagione 1981-1982, sempre con Prati alla presidenza e Franco Martinelli in panchina, partecipando nel girone C, emiliano-romagnolo, ottenendo il 6º posto finale grazie alle 13 reti del bomber Maini. L’annata seguente il bomber locale si conferma con 12 segnature e per i neroverdi è 8º posto, in un girone misto emiliano-veneto, ponendo le basi per il salto di categoria, con la società che passa nelle mani di un nuovo proprietario il Rag. Claudio Sassi.

La stagione 1983-1984 è una di quelle storiche per la squadra di Sassuolo, si ha un primo appoggio esterno diGiorgio Squinzi con la Mapei e i risultati si vedono; al termine di un lungo duello a distanza con il Rovigo, gli emiliani vincono il girone D, con sole 3 sconfitte, approdando per la prima volta nel campionato di Serie C2. Sempre con l’attaccante Maini sugli scudi questa volta con 15 reti. Per la C2, dove viene inserito nel girone C, si ha la conferma di tutto lo staff a partire dal tecnico della promozione Aurelio Dotti, per una squadra formata da quasi tutti giocatori della zona, nel primo anno di Interregionale. Una stagione da incorniciare per i neroverdi, con un ottimo sesto posto finale, una sola sconfitta interna, spinti come sempre dal bomber Piero Maini, che conferma le sue qualità anche nella categoria superiore con 11 centri. Nel campionato successivo 1985-1986, il Sassuolo pur confermando lo stesso gruppo, incontra alcuni problemi sul cammino, riuscendo comunque a centrare una sofferta salvezza.

Il Sassuolo 1986-1987.

La stagione 1986-1987, vede gli emiliani spostati nel girone B; presidente è sempre il Rag. Sassi, mentre in panchina Ezio Galbiati, che in squadra può contare su buoni giocatori di categoria come lo stopper Malaguti, il mediano Residori e il centrocampista Alessandro Pane in seguito all’Empoli. Per i sassolesi, da registrare anche il ritorno di Ezio Pascutti a rilevare Galbiati, per cercare di centrare la salvezza che arriva. Nel 1987-88, sempre inseriti nel girone B, da registrare alcuni cambiamenti importanti. La Mapei diventa sponsor e mette come general manager, l’ex ala di Inter e Fiorentina Giorgio Mariani, mentre in panchina troviamo Giancarlo Magrin. Viene abbandonata la storica sede di via Fossetta 1, per passare in Piazza Risorgimento 47, dove è situato lo stadio “Ricci”. Confermati Residori, Montanini, in prima squadra si affacciano anche il bomber Cosimo Francioso (6p 1r), prelevato dal Galatina e anche un giovanissimo Schenardi, al tempo nemmeno ventenne, arrivato in prestito dalla Cremonese. Per il centrocampista alla fine della stagione saranno 33 le presenze e due reti, ma la squadra arranca, arrivando terz’ultima con 28 punti e arriva la retrocessione con il Suzzara e la Pro Patria. Al termine del campionato per Suzzara e Sassuolo ci sarà anche il ripescaggio in categoria.
Nel campionato successivo il tecnico è Guido Mammi, con un Sassuolo che trova una suo precisa identità con Aloise, Paraluppi, Zuccheri in difesa Schenardi, Liset, Residori e Lagrasta a centrocampo oltre agli attaccanti Paraluppi e D’Agostino con 24 goals complessivi. Un gruppo che nonostante il cambio di panchina da Mammì ad Adelmo Capelli, ottiene un 5º posto di tutto rispetto.

Una formazione del Sassuolo nella stagione 1989-1990: è già in essere il legame con la Mapei, che prosegue sino al presente.

La stagione 1989-1990, vede la formazione neroverde sempre nel girone B di C2, si registrano alcune partenze importanti come Liset che approda all’ambiziosa Solbiatese di Caravatti, che poi verrà sconfitta nello spareggio promozione dalla SPALa Verona. Il Sassuolo, conferma comunque la solita l’intelaiatura con Schenardi sempre più simbolo della squadra; inizialmente in panchina Adelmo Capelli, quindi Raffaello Vernacchia ex ala dell’Atalanta in B e poi il sempiterno Gianni Seghedoni, ma non riesce a raddrizzare la baracca. Al termine del campionato i sassuolesi non possono evitare la caduta in Interregionale accompagnati da JuveDomo e Orceana.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Il ritorno nei dilettanti vede l’abbandono di Squinzi, che si defila preferendo le sponsorizzazioni ciclistiche e la conseguente cessione dei pezzi più importanti, come Marco Schenardi, prelevato dal Bologna dell’allora presidente Corioni, il quale lo piazza momentaneamente nella sua società satellite Ospitaletto. Gli emiliani vengono inseriti nel girone C, dove ritrovano vecchie avversarie come la Virtus Roteglia, il Fanfulla, Reggiolo, Vogherese, Crema e Brescello. La formazione sassolese che si piazza dunque a centro classifica. Stessa posizione raggiunta anche nelle due annate successive. 5º posto invece nel campionato 1993-1994, mettendo in evidenza il bomber Spezia con 16 centri, secondo solo a Pompini che ne siglò 17 nella Casalese. Altro 7º posto nel 1994-95 e 6º nel campionato seguente dove si evidenzia il tandem d’attacco Luconi (18 goals) e Mollica (8).

La stagione 1996-1997 è invece di sofferenza nonostante un duo d’attacco formato sempre da Luconi (14) e da Paraluppi (13), tornato alla base dopo un lungo girovagare nelle squadre emiliane di categoria. Arriva una salvezza stentata per un solo punto, che vale però come trampolino di lancio per la stagione seguente, che segna una nuova era per il Sassuolo con il riavvicinamento di Squinzi e di conseguenza della Mapei, con Giorgio Mariani che ritorna nelle vesti di general manager. Il girone C del CND, vede un lungo duello tra Trento e Sassuolo, che hanno tra le proprie fila l’ex comasco Oreste Didonè, con le due squadre che conquistano gli stessi punti sia all’andata che al ritorno. Inevitabile quindi lo spareggio che viene disputato allo stadio di Masnago a Varese. Trentini trascinati daDaniele Giulietti che segna 20 reti. La promozione si decide ai rigori con i gialloblu che hanno la meglio sui neroverdi per 5-4. Per il Sassuolo arriva comunque la promozione in C2 con un ripescaggio per inadempienze finanziarie di altre società.

Ai nastri di partenza della C2, con l’iscrizione nel girone B, con squadre adriatiche, i neroverdi si presentano con Baldelli alla presidenza, Mariani come G.M. e l’ex centrocampista del Pisa Stefano Garuti in panchina. In campo il portiere Bizzarri, il difensore Rosario Biondo, che poi approderà in Serie A e Serie B, il centrocampista ex Padova Andrea Cuicchi oltre a una buona punta di categoria come Ramacciotti. La squadra non ingrana e soffre il salto di categoria, Garuti viene sostituito da Roberto Busi, che guida la formazione al 10º posto. Nel campionato 1999-2000 arriva la salvezza con allenatore l’esperto Gianni Balugani in porta anche Graziano Vinti (ex Perugia).

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2000-2001 arriva una salvezza sofferta per gli emiliani, con un solo punto di vantaggio dai play-out. In evidenza l’esterno sinistro Emanuele Pennacchioni autore di otto reti. Nel campionato successivo i neroverdi passano nel girone C, si salvano solo ai play-out superando il Faenza (0-0 e 1-0). Una stagione tormentata con continui cambi di allenatore da Balugani a Magnani, Lamagni ancora Magnani per concludere con il solito Balugani. Sassuolo che presenta ancora Vinti, oltre a Di Cintio una della tante promesse non mantenute del calcio italiano, Battafarano, Dal Compare e il fratello maggiore di Ciccio Ruopolo, Luca (81), in una stagione che vede l’avvicinamento ulteriore di Squinzi e la Mapei con la presidenza che passa a Belfasti.
Prospettive che paiono buone per la stagione 2002-2003, che invece si rivela un disastro. Arrivano buoni giocatori di categoria come Terrera, Lambrughi e Leoni, ma anche qualche fiasco clamoroso dalle giovanili delle squadre maggiori. In panchina Cesare Maestroni, ma la squadra non gira arriva come sempre Balugani a sistemare le cose, oltre al rinforzo di Marco Giandebiaggi, che arriva a Sassuolo in pratica a chiudere la carriera. La formazione neroverde raccoglie solo 32 punti che portano al penultimo posto con i play-out contro l’Imolese. Il Sassuolo retrocede in virtù delle due sconfitte sempre per 2-1. In estate arriva però arriva il ripescaggio, sempre per inadempienze finanziarie di diverse società di Serie C.

Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo dal 2002. L’industriale era già statosponsor del club neroverde (tramite la Mapei) durante gli anni ottanta.

La stagione successiva il club torna nel girone A, partendo con ben altre ambizioni con la Mapei che entra decisamente a prendere le redini finanziarie, con gli innesti del difensore Ardenghi, Santunione, degli attaccanti Sforzini, Semprini e Federici, oltre del giovane Gilioli in prestito dal Modena. Ben presto la formazione sassolese si trova sul fondo. Chiude il girone di andata a 12 punti e a Balugani subentra l’ex difensore della Lazio Cristiano Bergodi. Stagione regolare terminata al penultimo posto con soli 27 punti all’attivo e quindi ennesimi play-out, questa volta contro la blasonata Pro Vercelli. Le bianche casacche bicciolane, vengono sconfitte in Emilia per 2-1 (Morello e Federici per il Sassuolo e Tozzi-Borsoi per i piemontesi), mentre al ritorno una rete in avvio di gara di Federici, chiude ogni discorso con la gara che termina sull’1-1 finale consegnando la salvezza ai neroverdi.

Nel 2004-2005 il patron Squinzi decide di dare l’assalto alla categoria superiore, affidando le chiavi della squadra al D.S. Nereo Bonato (ex portiere del Brescello dei miracoli). In panchina arriva Giuseppe Brucato che aveva fatto bene nei campionati minori piemontesi, in particolare al Moncalieri. La rosa viene rinforzata, inserendo elementi che poi saranno l’asse portante per le stagioni a venire. Dal Monza arrivano il centrocampista Filippo Pensalfini (cresciuto nelle giovanili del Cesena), Benetti, Pagani e Piccioni mentre dall’Udinese Margheriti e dal Verona si ottiene la riconferma del prestito del giovane attaccante Sforzini e la stessa cosa avviene con il Modena per Cris Gilioli. Il girone di andata non è certo dei migliori con 21 punti conquistati, così nel mercato di gennaio arrivano gli inserimenti di giocatori come il centrocampista Serrapica e il bomber Andreini. La squadra cambia marcia e centra i play-off a quota 52, con l’ultimo posto disponibile. In semifinale trova il Pizzighettone (poi promosso in C1) dell’ex portiere biancoblu Arcari. I cremonesi sbancano all’andata Sassuolo con una rete di Parmesani al 90′, con la gara di ritorno che si chiude sull’1-1, con i sassolesi in vantaggio con Andreini e poi raggiunti da Tacchinardi.

Nel 2005-2006 si punta senza mezze misure al salto di categoria sfuggito, Bonato si ricorda del suo vecchio compagno al Brescello Gianmarco Remondina (ex giocatore settepolmoni della Carrarese di Orrico), al quale nel campionato appena concluso era riuscito il miracolo di portare la Canzese in C2, poi tutto svanito per la non omologazione dell’impianto della squadra brianzola. Al nuovo tecnico viene in pratica affida la squadra della stagione precedente con solo 3 nuovi arrivi. Gli avversari sono quelle del così detto girone adriatico e si chiamano Ancona, SPAL, Reggiana, oltre a Benevento e Cavese. L’undici di Remondina pratica immediatamente un calcio concreto ma piacevole, che porta la squadra nelle prime posizioni. Concludendo la stagione regolare al 2º posto dietro la Cavese. Alla 30ª di campionato gli emiliani, si recano a Cava dei Tirreni, dove i padroni di casa festeggiano la promozione in C1. Durante il primo tempo gli uomini di Remondina passano a condurre e al ritorno negli spogliatoi succede di tutto; nel tunnel inservienti e altri personaggi intimidiscono verbalmente e con calci e pugni i giocatori del Sassuolo. La stessa cosa avviene in tribuna alla dirigenza e ai componenti dello staff neroverde. I padroni di casa nella ripresa rimontano e vincono per 2-1, con i giocatori ospiti choccati da quanto è successo nell’intervallo. Il ricorso alla Lega Calcio, produce solo una multa di 3 000 euro per i campani con la dirigenza emiliana che va su tutte le furie. Il secondo posto garantisce comunque un’ottima posizione ai play-off e in semifinale il team di Remondina supera ogni ostacolo. Prima vincendo la semifinale di andata ad Ancona per 2-3, con un rigore di Andreini al 90′, che scatenerà la furia della tifoseria locale. Il ritorno vede i dorici vincere al “Ricci” per 1-0, ma la finale era ormai acquisita. Sassuolo che quindi si gioca la storica promozione in C1 con un’altra neofita come la Sansovino. In Toscana pareggia per 2-2, mentre in casa una rete di Pensalfini al 26′ regala la certezza della C1.

Massimiliano Allegri, tecnico del Sassuolo che nel2008 ottiene la sua prima promozione in Serie B, vincendo il girone A di C1 e laSupercoppa di Lega.

Nel torneo 2006-2007 la società del patron Squinzi, ancora con pochi ma mirati innesti come il portiere Agazzi e il centrocampista italo-argentino Erpen dalla Triestina, i centrocampisti Gambadori e Giardina dal Pisa, Jiday dal Castel San Pietro, il roccioso difensore Tarozzi e la guizzante punta Selva dal Padova, sfiora lo storico traguardo della promozione in Serie B rimanendo sempre nelle primissime posizioni e spesso in vetta solitaria. La formazione di Remondina centra i play off con il secondo posto a una sola lunghezza dal Grosseto. In semifinale incontra il Monza; gli emiliani vanno a vincere al “Brianteo” per 0-1 per poi soccombere malamente in casa per 2-4, consegnando la finale ai biancorossi, dove verranno sconfitti dal Pisa. Durante l’estate l’allenatore dei miracoli Gian Marco Remondina lascia il Sassuolo, non senza polemiche, per accasarsi al Piacenza Calcio che disputa il campionato di Serie B.

Nel campionato 2007-2008 la squadra di mister Allegri ottiene la promozione in Serie B con una giornata d’anticipo nella partita casalinga contro il Manfredonia, vinta per 1 a 0 con il gol di testa siglato dal capitano Piccioni al 22° del primo tempo.

Al primo anno di Serie B la squadra, costretta al trasferimento allo stadio di Modena, è allenata da Andrea Mandorlini. Fin dall’inizio la squadra stupisce e prima di Natale si trova in testa alla classifica. Nel girone di ritorno, il cammino non è altrettanto brillante, con otto partite senza vittoria. Il Sassuolo conclude il campionato al 7º posto mancando così la qualificazione ai play-off. Obiettivo che viene raggiunto nella stagione successiva, quando, dopo un inizio non eccelso, la squadra chiude al quarto posto in classifica. Nelle semifinali il Torino estromette i neroverdi, vincendo 2-1 in trasferta dopo il pareggio dell’andata.

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2010-2011 i neroverdi lottano per la salvezza ottenendo il 16º posto finale all’ultima giornata. L’anno seguente il Sassuolo sfiora la promozione diretta in Serie A e termina la stagione al 3º posto con 80 punti (a 3 punti da Pescara e Torino, giunti rispettivamente primo e secondo), qualificandosi per i play-off dove viene eliminato subito dalla Sampdoria, perdendo per 2-1 allo Stadio Marassi e pareggiando al Braglia per 1-1.

Nella stagione 2012-2013, sotto la guida del nuovo allenatore Eusebio Di Francesco, la squadra parte ancora una volta con l’obiettivo della promozione. Dopo essersi subito imposta come la formazione più quotata del torneo cadetto e aver guidato per larga parte la classifica (con una sola flessione nella giornate conclusive), il 18 maggio il Sassuolo batte in casa per 1-0 il Livorno, vincendo il campionato: Simone Missiroli è l’autore, al 96º minuto, della rete che permette ai neroverdi di conquistare la Coppa Ali della Vittoria e di ottenere, per la prima volta nella loro storia, la promozione in Serie A.[6]

Eusebio Di Francesco, l’allenatore della storica promozione in Serie A deineroverdi nel 2013.

L’esordio nella massima serie, con il trasferimento nello stadio di Reggio Emilia, è abbastanza traumatico per la matricola sassolese, che nelle prime quattro giornate incappa in altrettante sconfitte (tra cui spicca il pesante 0-7 subito in casa dall’Inter);[7] nell’1-4 da parte del Livorno alla seconda giornata, Simone Zaza ha comunque l’occasione di mettere a segno lo storico primo gol dei neroverdi in A.[8] Il primo punto in massima divisione del Sasòl arriva il 25 settembre 2013, al quinto turno, grazie all’1-1 maturato sul campo del Napoli.[9] La prima vittoria assoluta in Serie A si fa invece attendere fino al 20 ottobre 2013, quando all’ottava giornata il Sassuolo ha la meglio in casa per 2-1 sul Bologna;[10] il 3 novembre arriva poi anche il primo successo esterno, nella gara contro la Sampdoria battuta 4-3.[11] Nonostante alcuni risultati di rilievo, tra cui i pareggi sui campi di Napoli e Roma[12] nonché la vittoria interna per 4-3 col Milan,[13] il girone d’andata vede il club neroverde nella parte bassa della classifica, situazione che alla fine del gennaio 2014 porta all’esonero del tecnico Di Francesco[14] e all’arrivo in panchina di Alberto Malesani;[15] la mossa non ha l’esito sperato, tanto che già ai primi di marzo la società solleva quest’ultimo dall’incarico e riaffida le redini della squadra a Di Francesco[16] il quale, a fine campionato, riesce a portare i neroverdi alla loro prima salvezza in massima serie.[17].

1

Champion

CAMPIONATO DI SERIE B

2012-2013

MIGLIORI PIAZZAMENTO 12° POSTO

Champion

SERIE A

2014-2015

1

Champion

SUPERCOPPA SERIE C1

2008
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